Neopauperismo od ignoranza

Tutto accade in tre giorni: il venerdì sera assisto ad un educativo siparietto in un bar nel centro del mio paesello. Alcuni clienti si lamentano dell’alto costo del bicchiere di vino, 2,50 euro, adducendo il fatto che la bottiglia, un’intera bottiglia del medesimo identico vino costa nell’enoteca a fianco 3,90 euro. Sì, faccio notare io, ma il barista ci mette il freddo, il bicchiere lavato, due stuzzichini. Ma no, nulla da fare. E per convincermi mi portano nell’enoteca e lì, effettivamente, trovo tutti i –pochi- vini del bar a prezzi dai 3,90 ai 4,40 del cosiddetto prosecco (che non è, vabbè, ma è prodotto da una ditta di Valdobbiadene. Ma non è prosecco… lasciamo stare!). Il barista avrà ragione: non fa scorte, compra solo quel che gli serve (e utilizza degli sfaccendati come facchini, che poi fanno la spia), con due bicchieri si paga la botiglia, non si vergogna di essere criticato. Ignoranza o triste necessità? Mah, magari un’enoteca di un paesello vicino! Intanto, gli stessi avventori li ho visti stamani in un bar diverso…
Sabato alle 14,00 mi trovo per un caffè in un elegante locale multifunzionale (bar, bar serale, sala da ballo, ristorante, sala concerti) inserito in un centro commerciale in un paesello vicino. Mentre sorseggio, l’occhio mi cade sulla pattuglia di vini rossi in bella mostra sul lungo bancone. Una bottiglia mi stupisce: si tratta della barbera piemonte La Cacciatora, un vino da prezzo, da tutti i giorni, che occhieggia nelle parti basse degli scaffali dei supermercati. Credo costi meno di tre euro. Buono, semplice –per carità- ma certo non un vino da ristorante, da wine bar. Molte domande: ignoranza? Neopauperismo?

Domenica mattina, poi, oggi, incontro “il Cif” che si lamenta un poco perché la sera prima è andato a mangiare nel suddetto locale. Per 50 euro ha avuto un primo, un secondo di carne, due bicchieri di vino rosso, un dolce, una grappa ed un caffè. Non so: il locale è bello, il servizio curato, ha mangiato bene. Il vino? Quattro euro al bicchiere. E guarda caso, “il CiF” ha preso proprio una barbera. Se fosse la stessa, il gestore con meno di un bicchiere si è pagato la bottiglia. Non so… ma “mala tempora currunt” per gli appassionati di vino. Dobbiamo guardarci intorno e fare scelte ponderate…

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