Due Parole su Libero

Due parole su Libero le voglio dire. Anche se non lo conoscevo bene. Era stato il gestore di una trattoria di montagna, a Piana di Fornero in Valle Strona. Si mangiava bene, rustico (ricordo il risotto con le frattaglie di capretto); si beveva bene. Insieme alla Maria di Germagno una delle trattorie “esotiche” per noi liceali di Omegna. Lui era anche un personaggio: un ciuffo di capelli alla “teddy boy”, non molto alto. Simpatico. Mi dicevano fosse il parrucchino, ma poco importa. Comunque non me lo vedevo proprio ballare sulle note di “Blue Suede Shoes”… “You can do anything but lay off of my blue suede shoes”… ah ahaha pura estetica rock!

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