Per anni ho avuto una bella sciarpa di lana cashmere di un grigio chiaro targata ditta Colombo, un pezzo di qualità italiana di alto livello. Era calda, morbida ed avvolgente, Purtroppo si è consumata e, mesi dopo, a Natale mi hanno regalato un’altra sciarpa non altrettanto di qualità, ma con un marchio molto noto, più noto del marchio Colombo: ovvero Alviero Martini Prima Classe. La sciarpa ha un bel colore, è bella, però è in materiale di sintesi. Tiene caldo, ovvio, ma come tiene caldo il sintetico: senza far passare l’aria. Per cui la posso usare solo per andare a scuola. Se dovessi usarla nella neve, al freddo le cose si complicherebbero perché dentro sarebbe caldissimo, il sudore rimarrebbe dentro. Insomma tutti i problemi della non traspirazione dei tessuti sintetici: nulla a che vedere con la lana e con il cashmere in particolare. Nonostante tutto ciò, le persone che me l’hanno vista addosso l’hanno commentata positivamente, bella e di marca hanno detto. Insomma la sciarpa sintetica che mi hanno regalato Natale sta godendo un gran successo con i colleghi, cosa che la sciarpa di cashmere, ripeto cashmere di Colombo, che per anni avevo portato, non aveva riscosso. Questa piccola vicenda personale mi ha fatto riflettere sulla natura del rapporto che noi abbiamo con le cose. Le cose non sono belle perché sono utili, sono di qualità perché sono di marca. Poi però c’è il freddo che vuole una qualità intrinseca, ma è un’altra storia.
La Sciarpa
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