La Regione Piemonte, i professori e un (eventuale) bicchiere di vino

Ma dai, l’ottobre scorso, l’amata Regione Piemonte (massì quella dei rimborsi facili, degli stipendi assurdi dei politici e dei tagli al tagliabile) ha pensato bene di farne un’altra delle sue. Ha obbligato i docenti a diventare astemi, perché ha introdotto l’obbligo dell’alcol test per tutti i docenti,  delle scuole di ogni ordine e grado. Tolleranza zero che ha messo sullo stesso piano, in orizzontale, i docenti con chi impiega gas tossici, chi fa fuochi artificiali, chi “conduce impianti nucleari” (e di bello, dove sono?), ai chirurghi, ai controllori di volo (ma non sono sempre in sciopero?), a chi ha il porto d’armi e in generale a chi guida… e in verticale ha messo sullo stesso piano chi ha seri problemi di etilismo e chi, io per esempio, beve volentieri a pasto e magari, certe mattine di inverno, si prende un caffè corretto.

Se fosse la solita cosa fatta “per fare il gay con il culo degli altri” (espressione gergale ed infelice, ma evocativa) non mi darebbe fastidio, magari ci farei una risata sardonica. Invece è un delibera che impegna e che pesa. Cosa succederebbe, infatti, se io venissi trovato con lo 0,1 la mattina o nelle lezioni del pomeriggio? Si aprirebbe un percorso psicologico-medico da etilista? Ma poi lo sarei? Lo sono? Le mie lezioni ne sarebbero danneggiate? Gli studenti lo sarebbero? Se poi fossi recidivo (ohibò! Che vizio assurdo bere un bicchiere di vino o due a pasto!) cosa mi succederebbe? Non so, ma sono certo di fastidi e di escamotage all’italiana…

Le cose divertenti sono tre (almeno quelle che ho trovato io): alcol no e droga sì, perché? Spinello sì e vino no? Boh!? Poi non si è tenuto conto delle scuole alberghiere, dove si assaggiano vini e cocktail… tutti etilisti? Ma soprattutto il divertente (e si vede che è roba della nostra Regione, dei politici della nostra Regione) è che scaricano il costo dei controlli (150 euro a docente… ah, anche per bidelli e per personale di segreteria… obbligo per tutti) sulla scuola stessa. Ma sì, quella cara istituzione che vive spesso in aule sovraffollate, in locali privi delle sicurezze che lo Stato pretente (e poi non dà fondi per), dove si lavora molto gratis, dove la Regione taglia i pullman per i ragazzi e non paga le linee secondarie alle Ferrovie (altra “beneamata” istituzione) che chiudono… ecco scarica sulla scuola che soldi non ha e non può pagare. O meglio, se paga i controlli non ha i soldi -come si dice- “per la carta igienica”. E quest’ultima serve di più e così niente controlli per ora. Tenete inoltre conto che da anni i Dirigenti sono obbligati alla vigilanza e che esiste un medico del lavoro al soldo dell’azienda (così come un responsabile esterno alla sicurezza: altri costi. Utili? Non saprei) a cui si segnalano obbligatoriamente i casi sospetti di malanni anche psicologici (etilismo compreso). Che serve dunque la legge regionale?

 Per me a nulla. E’ una legge fatta per avere consenso, per stare nella massa, perché va di moda… e poi, magari, la stessa Regione spende denari per promuovere il consumo consapevole, il consumo del vino etc etc etc. Non so, che si chiariscano le idee ed evitino di “lastricare la strada dell’inferno di buone intenzioni”.

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One thought on “La Regione Piemonte, i professori e un (eventuale) bicchiere di vino

  1. Sono contento che anche “Panorama” abbia irriso a questa discutibile iniziativa della Regione Piemonte…

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