Me lo spiegò Claudio Zaretti anni or sono: ci sono dei cuochi mediocri che sono però degli ottimi chef. Cioè, ci sono professionisti bravi, bravissimi a cucinare: i cuochi; ed altri, magari non così bravi a cucinare, ma migliori a gestire la brigata di cucina, a rapportarsi con i fornitori, a fare gli intessi del proprietario e dei lavoratori: gli chef. Poi è arrivata la televisione ed ora sono tutti chef, ma in realtà ancora oggi ci sono cuochi e ci sono chef. Non sono uno sopra l’altro. Sono sfumature, abilità non sovrapponibili completamente. Un buon cuoco può anche essere un ottimo chef, ma non è sempre detto e non è sempre necessario.
A mio giudizio esiste anche una terza via: quella dei docenti tecnico pratici di cucina nelle scuole alberghiere. Ne ho conosciuti di validi che non erano né dei grandi cuochi né degli ottimi chef. Eppure erano dei grandi professori di cucina. Insegnare è diverso da cucinare ed è diverso dal gestire una brigata di personale pagato. Nelle scuole ci sono gli studenti, non sempre così motivati, e il personale tecnico che non è assunto dall’Istituto, ma dal Ministero, come i docenti: se qualcuno vuol far poco non puoi farci niente. Far funzionare il tutto, bene, è assai difficile. Ma spesso questo, impegnato terzo “sesso” dei cuochi è completamente ignorato. Mi fa piacere dunque che alla guida della FIC, la più grande (ma anche la più elefantiaca) associazione di categoria, ci sia Rocco Cristiano Pozzulo, docente della scuola alberghiera di Potenza. Questo perché darà lustro a queste misconosciuta categoria di cuochi e, forse, metterà in scena la scuola professionale italiana, con i suoi pregi e i suoi difetti.
In realtà, per continuare con il gioco di parole, esiste anche un “quarto sesso” dei cuochi. I cuochi della televisione: non necessariamente dei bravi cuochi, non sempre degli ottimi chef, insegnanti forse ma da lontano… hanno altre doti: sono adatti allo show, sono personaggi, video star…
Magari, guardandoci intorno, ne troviamo qualcuno che ha tutte queste caratteristiche: un Adone o un Frankenstein?
Il terzo sesso dei cuochi
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