Mio figlio va all’Università a Milano e paga una “botta” di affitto e paga anche una retta molto alta. Madre e padre sono due impiegati, due moderni proletari dunque: gente che se non lavora non mangia per capirci. Non evadiamo e dunque per l’isee siamo ricchi e mio figlio paga le tasse più alte e non ha diritto ad un pensionato studentesco. Io non posso cambiare l’auto, perché non ho soldi; spero che il tetto della casa non si rompa perché non ho soldi; ho cura dei miei denti perché costano… insomma, io sto dalla parte degli studenti che protestano in tenda. Per me la soluzione non è però costruire appartamenti pubblici per gli studenti, che sarebbero ben presto occupati abusivamente da rom e criminali, semmi alzare l’isee oppure far detrarre in parte maggiore le spese dell’affitto e poi spostare le università fuori dai grandi centri, in zone meno care. Prendere atto dei bisogni dell’utenza in primo luogo, per dare delle risposte. Milano è cara? Andiamo altrove, ma anche scegliamo università altrove.
