I ladri sono grassi? Glitter bomb e stereotipi.

L’algoritmo di Facebook mi porta quasi sempre a video su gatti e gattini (adoro!) e ultimamente video brevi su ladri di pacchi in USA. Le immagini sono prese da uno spioncino, si vede un pacco lasciato davanti alla porta e poi l’arrivo di un “ladro” che lo prende e poi… questo esplode in una nuvola di vernice e di glitter che lo ricopre dalla testa ai piedi. Una colorata punizione sociale, una gogna video. Il tutto ripreso da più angolazioni, montato con musica incalzante, titoli e facce sbigottite al rallentatore. Anche un po’ di inutile rabbia del “ladro”. Ma sono poi video veri? Sono legali? Il dubbio resta e le domande incalzano. Soprattutto alcune.

Prima domanda. Guardandoli con un po’ più di attenzione, mi viene un pensiero laterale: quasi tutti questi “ladri” sono grassi. Non semplicemente in sovrappeso: spesso obesi, uomini e donne. Pochi magri, pochi “normopeso”. E allora le domande scattano quasi da sole: i ladri sono grassi? C’è un legame fra obesità e comportamenti disonesti? O sto solo guardando una rappresentazione distorta?

Proviamo a prendere sul serio la domanda, senza prenderla troppo sul serio: prima di tutto: quei video quanto sono “veri”? Il format più famoso è quello dei glitter bomb dell’ex ingegnere NASA Mark Rober, che da anni piazza pacchi-esca sulle verande per colpire i famosi porch pirates – i ladri di pacchi nei sobborghi americani. I suoi video fanno decine di milioni di visualizzazioni: uno dei primi “Glitter Bomb vs Porch Pirates” è oltre i 90 milioni di views, altri stanno fra 50 e 80 milioni. 

Non tutto però è così spontaneo come sembra: per il suo primo glitter bomb virale è emerso che alcuni “ladri” erano in realtà conoscenti di un amico, pagati per partecipare; Rober lo ha ammesso e ha poi tagliato quelle scene, scusandosi per l’errore. Molti creatori più piccoli replicano il format in versione low-budget, con “ladri” che sono chiaramente amici o figuranti. Insomma: una parte dei video è reale, una parte è messa in scena, una parte è “ispirata da fatti realmente accaduti” ma rielaborata per intrattenere. È più mini-show che documentario. Questo è già un punto chiave: se i ladri sono spesso attori non professionisti, chi li sceglie? E con quali criteri di “fisicità”?

Domanda due. Ma davvero negli USA sono tutti grassi? Qui entra in gioco la statistica. Gli Stati Uniti hanno una percentuale di obesità negli adulti attorno al 40% . In molti stati, oltre un adulto su tre è obeso; in nessuno stato si scende sotto il 20% . Stime recenti parlano di un tasso medio di obesità che supera il 43% fra 2023 e 2024. Tradotto brutalmente: se piazzi una telecamera a caso in un quartiere americano, è perfettamente plausibile che una buona parte delle persone che passano siano obese o in forte sovrappeso. In più, sappiamo che l’obesità è più frequente nelle fasce a reddito più basso e che vivere in quartieri con alta criminalità e violenza si associa, nel tempo, a maggior rischio di obesità (più stress, meno spazi sicuri per muoversi, più cibo economico e poco sano).

Quindi, se parliamo di veri furti di pacchi, non è assurdo che molti colti in flagrante siano in sovrappeso: peso elevato, povertà e criminalità vivono spesso nello stesso quartiere, anche se questo non significa che le stesse persone siano contemporaneamente obese e criminali.

Domanda tre: esiste un legame fra obesità e “disonestà”? No, non c’è alcuna prova seria che le persone obese siano più disoneste o più criminali. Anzi, uno studio (The association of obesity with the likelihood of arrest for crime (2013), autori Derek E. Kalist & Chau Siahaan) ha provato a vedere se gli obesi finiscono più spesso arrestati per reati vari, ha trovato l’opposto: le persone obese risultavano meno coinvolte in alcuni tipi di crimine, probabilmente perché certe attività illegali fisicamente “impegnative” (furti con fuga a piedi, rapine, ecc.) sono meno “accessibili” a chi ha mobilità ridotta. In parallelo, le osservazioni che collegano obesità e crimine di solito dicono un’altra cosa: non che “i grassi delinquono di più”, ma che vivere in ambienti violenti e insicuri favorisce sia il crimine sia l’obesità. È lo stesso terreno sociale – povertà, stress cronico, degrado urbano – a produrre entrambi i fenomeni. Dunque no: i magri non sono più onesti, e i grassi non sono più ladri. Se i video ci danno questa impressione, è perché sono girati e montati in un certo modo.

Domanda quattro: se sono attori, perché spesso sono obesi? Se assumiamo – come quasi sempre è – che una parte dei “ladri” sia composta da attori improvvisati, compari, amici degli amici, allora la domanda diventa: perché in tanti casi si vedono corpi grandi, “esagerati”? Qualche ipotesi plausibile: estetica del freak show. Il corpo obeso, nel nostro immaginario, è ancora caricato di significati morali: golosità, mancanza di autocontrollo, pigrizia. Se devo rappresentare il “ladro banale, moralmente scadente”, un corpo grande rende immediata quella lettura, soprattutto al pubblico occidentale, cresciuto in una cultura che associa magrezza a disciplina e successo; contrasto comico visivo. L’esplosione di glitter o vernice sul corpo grosso, che si muove con una certa goffaggine, produce un effetto divertimento più forte. È la stessa logica dei cartoni animati: il personaggio massiccio che inciampa, scivola, cade; la semplice demografia. In molte zone degli USA la maggioranza reale degli adulti è in sovrappeso od obesa. Se il creatore arruola “persone vere del quartiere” come comparse, è statisticamente probabile che buona parte siano corpulente; algoritmo e selezione. Gli autori possono avere molte clip a disposizione: è plausibile che scegliere quelle con corpi più “estremi” generi più click, più meme, più condivisioni. Nel feed, vince ciò che colpisce l’occhio. Il risultato è una doppia distorsione: una realtà americana già molto più obesa della nostra viene ulteriormente caricata da scelte registiche e di casting. E a forza di vedere “ladro = grasso” il cervello finisce per crederci.

Domanda cinque. C’è il business del glitter esplosivo (e del ladro grasso)? Dietro le nuvole di vernice c’è un’economia molto concreta: YouTube, pubblicità e milioni di dollari. Prendiamo ancora Mark Rober come caso scuola: il suo canale conta quasi 14 miliardi di visualizzazioni totali. Stime recenti parlano di un patrimonio netto intorno ai 20–25 milioni di dollari, siti che monitorano i creator indicano per lui entrate mensili nell’ordine di centinaia di migliaia di dollari (solo da YouTube). In generale, le stime di guadagno per YouTube sono: circa 1.000–10.000 dollari per milione di visualizzazioni, a seconda del tipo di pubblico e degli annunci. Se un singolo glitter-video fa, poniamo, 80 milioni di visualizzazioni, parliamo di un ordine di grandezza che va da decine a centinaia di migliaia di dollari, cui vanno aggiunti: sponsorizzazioni integrate nel video, partnership con brand (anche industriali: nel caso di Glitter Bomb 4.0 c’è stato il coinvolgimento di aziende di prototipazione e manifattura), vendita di merchandising, brand personale, ospitate, serie TV o su piattaforme streaming. I video che vediamo come “giustizia poetica contro il ladro di pacchi” sono, di fatto, contenuti di intrattenimento altamente monetizzati. Ogni scelta visiva – inclusa la fisicità delle persone inquadrate – risponde a una domanda molto precisa: “cosa funziona meglio nei primi cinque secondi?”. E pur senza una malvagità consapevole, questo porta a una selezione darwiniana di cliché: il ladro goffo, grasso, vestito male, in contrasto con la casa ordinata della classe media digitale.

Torniamo alle domande iniziali: i ladri sono grassi? No. Alcuni ladri sono grassi, alcuni sono magri, come il resto della popolazione. Il video virale però mostra più spesso quelli che “funzionano” visivamente.

I magri sono più onesti? No. Non c’è alcuna evidenza scientifica che colleghi moralità e fisico asciutto. C’è invece parecchia evidenza di pregiudizi: tendiamo a vedere la persona magra come più disciplinata e meritevole, quella grassa come meno controllata.

Se sono attori, perché così spesso obesi? Perché in America ce ne sono tanti; perché funziona meglio dal punto di vista comico; perché incarna uno stereotipo radicato. E perché nessun algoritmo penalizza la stigmatizzazione dei corpi, finché fanno clic.

Forse la morale, più che “non rubate i pacchi”, è un’altra: quando ridiamo del ladro coperto di vernice, chiediamoci se stiamo ridendo del furto… o del suo corpo. Nel primo caso è satira sociale. Nel secondo rischia di essere solo l’ennesimo reality dove il “cattivo” è costruito a misura di pregiudizio: grosso, sgraziato, facilmente riconoscibile come bersaglio. Stereotipi cattivi.

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2 thoughts on “I ladri sono grassi? Glitter bomb e stereotipi.

  1. Come vengono fatti i pacchi, quando esplodono ci sono colori meravigliosi, e come e quando scattano . Grazie

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