Leggo su un depliant trovato in un supermercato che i “Cluster” dell’EXPO saranno questi nove: Cereali e Tuberi, Spezie, Riso, Cacao e Cioccolato, Frutta e Legumi, Zone Aride, Bio-Mediterraneo, Isole Mare e Cibo, Caffè… Mancano, come avrete notato, i “cluster” (“ammasso”, “rete”, “gruppo”, “insieme”… in italiano) della birra, del vino e dei distillati. Sì, di vino, birra e distillati se ne troveranno un po’ ovunque nell’EXPO: dai cereali al riso, dalla frutta alle zone aride; dal Bio-Mediterraneo alle Isole… Molto, molti… fanno parte della nostra storia e della nostra alimentazione. Ma stupisce che non siano in prima linea, ma immagino che il moderno pensiero debole, il “politically correct”, abbia fatto desistere per non offendere le minoranze islamiche e gli igienisti ad oltranza. E in effetti, guardando meglio noto che neppure la carne o, ancor peggio, i grassi hanno un ruolo. Ci saranno anche loro, per carità, ma un po’ in disparte! Credo che in queste ultime scelte si aggiunga anche l’imperante, urbana, cultura vegetariana che proclama a gran voce e disordinatamente l’insostenibilità del consumo di carne. Se l’EXPO lancerà modelli futuri, domani ci saranno ancora i salami, la birra, il vino e le grappe?
Mi spiacerebbe un po’. Soprattutto per il vino.
I Cluster Astemi
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