A Fornovo

Fornovo, piccolo paese del parmense: sono stato lì a Fornovo, passando lungo la via Francigena; l’ho studiato a scuola: lì sono iniziate le sfighe d’Italia; sono andato anni dopo ad un salone di vini “naturali”; ho visitato poi l’azienda di cui parla sotto, bella. Ed ora leggo questo bel comunicato. Bella iniziativa, belle bottiglie, buon vino di Monte delle Vigne… Leggiamo: “Attraverso la vendita di 5mila bottiglie, realizzate con una speciale etichetta dedicata, l’azienda… raccoglierà fondi a sostegno de Gli Orti di Itaca, un progetto di cohousing… realizzato dalla cooperativa sociale Si Può Fare di Fornovo di Taro (Parma), fondata dieci anni fa da un gruppo di educatori del territorio per dare una casa a ragazzi provenienti da situazioni familiari difficili. Tre i vini dell’azienda tra i quali si potrà scegliere: un lambrusco spumante, una malvasia spumante e una malvasia ferma 2018. Vini territoriali che parlano di radici e di casa. “Non conoscevo l’attività della cooperativa Si Può Fare ma sono rimasto veramente colpito quando ho sentito la loro storia e tutto quello che riescono a fare per questi ragazzi – commenta Lorenzo Numanti, amministratore delegato – … abbiamo deciso subito di sposare questo progetto e di sostenerlo. L’obiettivo che ci poniamo è quello di riuscire a vendere almeno 5mila bottiglie entro fine anno”. “La nostra comunità è abitata da quindici ragazzi, pieni di sogni ed energie ma anche molto fragili, provenienti da percorsi di vita difficoltosi e frammentati e privi di figure genitoriali di riferimento – spiega Mariassunta Severino, responsabile del progetto Gli Orti di Itaca – Grazie all’iniziativa lanciata in partnership con Monte delle Vigne, per ogni bottiglia venduta potremo investire nella crescita umana e professionale di questi ragazzi. Un traguardo piccolo ma molto concreto, che consentirà loro di prendere la patente di guida o di partecipare a corsi di inserimento nel mondo del lavoro. Vorremmo renderli forti e autonomi, donne e uomini pronti ad affrontare il futuro a testa alta”.

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