Due Tope

Wandanna: Wanda più Anna… ed io che pensavo fosse un nome celtico, un’antica testimonianza archeologica. No, la Società Agricola Wandanna si chiama così, perché i proprietari precedenti avevano due figlie: Wanda ed Anna. “Due tope”, secondo l’ironico e caustico Ivaldo Fantozzi, attuale proprietario. Già. “due tope”! Che immaginiamo immerse fino alla vita a pigiare uva, uva rossa… chissà che bella pelle avevano!
L’Ivaldo, invece, usa macchinari moderni: diraspatrici, presse pneumatiche, botti di legno e tini di acciaio. Meccanica moderna che gli serve per trasformare in vino le molteplici tipologie che la doc Montecarlo (di Lucca) prevede. E con buona dose di originalità rispetto all’idea della Toscana enologica che noi tutti abbiamo. Infatti, a metà dell’Ottocento “un illuminato ed appassionato viticultore montecarlese, Giulio Magnani… intorno al 1870, partì alla volta della Francia per studiare i vitigni e le tecniche di vinificazione dei nostri cugini d’Oltralpe che a quei tempi producevano già dei vini apprezzati anche fuori dai loro confini. Si recò quindi nella zona di Bordeaux e da quei luoghi portò a Montecarlo il Sauvignon, il Semillon, il Merlot, il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon. Ancora, riportò dalla zona del Rodano il Roussanne ed il Syrah e dalla Borgogna i Pinot Bianco e Grigio”. Vitigni che si aggiunsero ed integrarono i vitigni locali, come il Trebbiano e il Sangiovese. Dopo tutti questi anni, i vitigni francesi sono stati “autoctonizzati” e costituiscono la ricchezza, la varietà, l’imprevedibilità dei vini dell’area.
Anche Ivaldo utilizza pienamente tale ricchezza. E qualcosa abbiamo assaggiato anche noi. In ordine di apparizione: un Alicante Rosso Toscano igt a base di Alicante Bouchet, annata 2008, che ho trovato piacevole. Al naso profumava di prugna, frutta ed alcol; in bocca aveva buona struttura. Discreto; altrettanto discreto il Terre dei Consolari, Rosso Toscano igt, Syrah al cento per cento, annata 2005. Un vino assai terziarizzato, con note di caffè e tostatura; in bocca asciutto, amarognolo; discreto corpo… Non male, davvero; ben diversi e di altro spessore gli altri tre vini che abbiamo assaggiato: un sorprendente Terre dei Cascinieri Montecarlo Bianco doc 2007, un assemblaggio di Trebbiano, Semillon, Sauvignon, Pinot Gris, Pinot Blanc. Un grande vino bianco che ci regala dopo molti anni un che di profumi lievi, con note minerali e vegetali, in bocca è asciutto, sapido ed elegante. Ottimo! Leggo che “il mosto dei vitigni francesi fermenta in tini di acciaio a temperatura controllata. L’assemblaggio viene fatto in primavera. Matura sei mesi in tonneau da 5hl. Affina sei mesi in bottiglia”; diversamente buono, il rosso Terre dei Cascinieri Riserva 2003 Montecarlo doc a base di Sangiovese, Ciliegiolo, Syrah, Alicante Bouchet, Cabernet Sauvignon. 13,5 °. Un vino di buona fattura (ma che annata è stata il 2003 nella lucchesia) dai profumi fini, di tostatura, caramello. In bocca asciutto, buono. Si utilizza una fermentazione post fermentativa a caldo,”matura 12 mesi in tonneaux da 5hl. Affina sei mesi in bottiglia. Buono!; il mio preferito è stato, in ogni caso, il Virente (nome tratto dalla poesia “pioggia nel pineto” di Gabriele D’Annunzio) Rosso Toscano igt del 1998, 40% di Syrah, 20% di Cabernet Sauvignon, 40% Merlot. Un grande vino! Profumi pieni, densi, di ciliegia lontana, tostatura, puliti, da scoprire momento dopo momento, anche a bicchiere vuoto. In bocca è asciutto ed equilibrato. Ottimo! Grande vino… ha ragione il motto riportato in controetichetta: “Imperito Palato Degustari Nolo”. Da non far degustare a chi non è preparato per farlo. Ma io credo che la sua piacevolezza importante piacerebbe a tutti. Anche a chi esperto non è.
Ah l’Ivaldo, ah la sua azienda che ha il nome di “due tope” nel suo dna! Ah, il Virente! Good Taste!

Visite: 3259

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *