Ci risiamo. Intercetto un altro accenno alla cucina “sostenibile”. Leggo con attenzione ma non trovo spiegazioni. Se non che stanno mettendo mano ad un classico della cucina regionale, quel testo che ogni cuoco di una volta aveva e ben conosceva: “Le ricette regionali italiane” di Anna Gosetti Della Salda; e che vogliono rivisitarlo alla lue della moderna dietologia. E che sarà un lavoro “esempio illuminante per la diffusione di un’alimentazione sana, a sostegno dei temi di Expo 2015″. Ma non si capisce davvero che rapporto ci sia fra la cucina regionale, la cucina tradizionale, la moderna dietologia e la sostenibilità, se si intende “sostenibilità planetaria dell’alimentazione”, come intendo io… Forse fra le righe si dice che una cucina regionale è a “filiera corta” (ma non è sempre vero, pensate alla bagna cauda per esempio o allo stocco calabrese) o che è attenta alla stagionalità (vero fino ad un certo punto) o che usa un po’ tutto, dal quinto quarto alle erbe spontanee (vero). Non so, ma se volete leggere, ecco qui…