Se sei favorevole all’utilizzo del cavallo fra i vigneti sei un biodinamico; se invece preferisci il trattore potresti essere o un tradizionalista o un vegano… se ti piace il vino bianco fresco e fragrante sei un conservatore, se lo accetti con un po’ di acetico che gira sei un fautore del vino naturale… Il mondo sta cambiando e si beve sempre meno vino e questo fa si che ci si ingegni per non lasciare perdere alcuna opportunità…
Al Vinitaly di quest’anno, mentre stavo assaggiando un Prosecco doc brut Ca’ Selva con certificazione Bio Organic (buono), l’occhio mi è caduto su alcuni vini che avevano una nuova certificazione (dell’ICEA di Bologna poi ho scoperto) Bio Vegan. Cioè vini biologici certificati per vegani. Cioè senza sfruttamento di animali, ma con ovvio utilizzo di esponenti degli altri regni della natura, lieviti compresi che sono assimilabili ai funghi e i vegani –si sa- i funghi li mangiano.
Tutto legittimo, ovvio: lo si fa per il mercato. Ma la situazione si fa complicata: c’è chi il vino lo fa biologico, chi usa la magia biodinamica (le corna, il calendario stellare… etc etc), chi lo fa senza lieviti selezionati, chi usa recipienti di argilla, chi di qui e chi di là… Trallalero trallallà leggi anche qua!
Cavallo sì o cavallo no?
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