Bidelli per Sempre

Per un po’ non li ho notati. Poi, piano piano, fra una battuta e l’altra, ho messo a fuoco. Nel personale covid aggiunto da due anni alla scuola, alla mia scuola, c’è un nutrito gruppo di giovani meridionali. In particolare campani, del napoletano… avranno dai venti ai trent’anni, apparentemente sani e ben diversi dai bidelli soliti: signore un po’ agée, maschi reduci da fallimenti aziendali, incidenti, vite rovinate da chissà cosa… I bidelli storici dicono a mezza voce che i giovani, quelli, abbiano comprato titoli e abilitazioni per entrare in graduatoria. Non so se sia vero, ma qualche domanda me la pongo.

Per un po’ non li ho notati. Poi, piano piano, fra una battuta e l’altra, ho messo a fuoco. Nel personale covid aggiunto da due anni alla scuola, alla mia scuola, c’è un nutrito gruppo di giovani meridionali. In particolare campani, del napoletano… avranno dai venti ai trent’anni, apparentemente sani e ben diversi dai bidelli soliti

Sono qui, lontani da casa, per un lavoro poco pagato e poco considerato. Poco più di mille euro al mese. Sono qui per farsi prendere quasi tutto da affitti e viaggi e pranzi e vita sociale… credo lo facciano per punteggio, sperando in un domani da bidello vicino a casa. In effetti è un lavoro statale, poco pagato, ma poco impegnato (una volta le bidelle facevano le parole crociate nei tempi morti, oggi stanno attaccate al cellulare) e con molto tempo libero. Magari qualcuno fa un secondo lavoro, magari… Nel gruppo dei giovani c’è anche un ex concorrente di “Amici”, un cantante che, a quanto pare, ha “appeso il microfono al muro”. Ed ora fa l’aspirante bidello… mah!?

Mi sorprende questa scelta giovanile da vecchi e stanchi, anche perché sono subissato da richieste di personale dalla ristorazione di ogni livello e da dovunque. Più lavoro, certo, ma anche più soldi. Qui vicino c’è poi la Svizzera e con stipendi assai alti. Ma nulla, difficile trovare personale.

E poi ci sono questi bidelli giovani, sani ed aitanti. Ma perché sono qui? Perché non sono a fare carriera in un locale. Guadagnerebbero di più, avrebbero una migliore visibilità sociale, possibilità di carriera… lavorerebbero di più, ovvio, e avrebbero meno tempo per il cellulare. Ma avrebbero certo altri, reali, vantaggi. 

Ecco, non so: fattori culturali, doppiogiochismo meridionale (un lavoro statale facile e poi un lavoro in nero?), valutazione razionale del rapporto costi-benefici, un unicum della mia scuola, cosa? No, non so. Non capisco. Davvero.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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