Barolo e Barbaresco dominano, ma brillano anche Timorasso, Gavi e Alta Langa. 79 Barolo e 27 Barbaresco tra le 764 eccellenze italiane premiate.
Pubblicata il 2 ottobre 2025, la nuova Guida Bibenda 2026 — firmata dalla Fondazione Italiana Sommelier — celebra come ogni anno l’eccellenza enologica italiana, dal loro punto di vista. Sono 764 i vini insigniti dei Cinque Grappoli, il massimo riconoscimento della guida, e il Piemonte si conferma ancora una volta protagonista assoluto.
Nebbiolo al potere. Il re non abdica. Con 79 Barolo e 27 Barbaresco premiati, il Nebbiolo piemontese continua a dettare legge tra le colline di Langa. Tra i Barolo brillano nomi che fanno storia — Conterno, Bartolo Mascarello, Massolino, Vajra, Chiara Boschis, Fontanafredda, Oddero, Marchesi di Barolo — accanto a produttori che rappresentano la nuova generazione di precisione e identità territoriale.
Il Barbaresco, più sottile ma non meno potente, raccoglie un parterre di 27 etichette che disegnano una mappa d’oro tra Asili, Rabajà, Serraboella, Gallina e Ovello. Da Bruno Giacosa a La Spinetta, passando per Albino Rocca, Ca’ del Baio, Fontanabianca, la denominazione continua a unire classicismo e ricerca.
Alta Langa, la bollicina che sale. Tra le bollicine italiane, l’Alta Langa DOCG si conferma in ascesa con 5 etichette premiate: Contratto, Enrico Serafino, Bera, Marcalberto e Piazzo, cui si aggiungono le versioni “fuori denominazione” firmate Borgo Maragliano e La Scolca. Spumanti che raccontano un Piemonte alto, fresco conPinot Nero e Chardonnay.
I bianchi del nuovo Piemonte. Oltre i rossi da meditazione, il Piemonte si scopre regione bianca.
Il Timorasso/Derthona, con 6 etichette premiate, continua a guidare la rinascita dell’Alto Monferrato grazie a produttori come Boveri, Claudio Mariotto, La Colombera, Vigne Marina Coppi, Franco M. Martinetti e Morgassi Superiore. A ruota seguono i Gavi DOCG — Broglia, Nicola Bergaglio, Villa Sparina — e i Roero Arneis Riserva di Angelo Negro e Cornarea, sempre più longevi e complessi.
L’altra faccia del rosso. Nel Monferrato, la Barbera conferma una personalità travolgente: 9 etichette tra Nizza DOCG e Barbera d’Asti conquistano i Cinque Grappoli. Da Braida — con le immancabili Bricco dell’Uccellone e Ai Suma 2022 — a Marchesi Alfieri, Elio Perrone, Scarpa, Scagliola, Roberto Ferraris, Gianni Doglia e Tenuta Olim Bauda, la Barbera si fa grande vino, con equilibrio e profondità.
E poi gli autoctoni che resistono: Dogliani Superiore “Maioli” 2022 di Anna Maria Abbona; Ruchè “Il Fondatore” 2022 di Montalbera; Grignolino Monferace 2020 di Tenuta Santa Caterina.
Un trittico che racconta la biodiversità piemontese.
Alto Piemonte, l’eleganza del Nord. Anche le terre più fredde del Nebbiolo fanno sentire la loro voce.otto etichette tra Gattinara, Ghemme, Lessona, Bramaterra, Carema e Colline Novaresi testimoniano la rinascita dell’Alto Piemonte: Nervi, Travaglini, Antichi Vigneti di Cantalupo, Tenute Sella, Antoniotti, Ferrando e Brigatti sono i portabandiera di un equilibrio che punta su eleganza e longevità.
Dolci e passiti: la chiusura perfetta. Il Piemonte si conferma anche terra di vini dolci di altissima classe.
Tre le etichette premiate: CADGAL – Moscato d’Asti “Vigna Vecchia Collection” 2014; Forteto della Luja – Loazzolo “Piasa Rischei” 2022; Orsolani – Caluso Passito “Sulé” 2020. Tre modi diversi di intendere la dolcezza: lirica, meditativa, senza zucchero superfluo.
I numeri del Piemonte
| Categoria | Etichette premiate |
|---|---|
| Barolo DOCG | 79 |
| Barbaresco DOCG | 27 |
| Spumanti (Alta Langa + VSQ) | 7 |
| Timorasso / Derthona DOC | 6 |
| Gavi DOCG | 3 |
| Roero Arneis DOCG | 2 |
| Roero Rosso DOCG | 3 |
| Alto Piemonte (Nebbiolo DOC/DOCG) | 8 |
| Nizza / Barbera d’Asti DOCG | 9 |
| Dogliani DOCG | 1 |
| Ruchè DOCG | 1 |
| Grignolino Monferace DOC | 1 |
| Vini Dolci / Passiti | 3 |
| Totale Piemonte | ~150 etichette |
Il confronto con il resto d’Italia. Bibenda 2026 ha premiato 764 vini in totale. Il Piemonte, con circa 150 riconoscimenti, rappresenta quasi un quinto del panorama nazionale. Solo Toscana e Veneto si avvicinano per numeri, ma con un’identità stilistica molto diversa.
| Regione | Etichette premiate | Carattere dominante |
|---|---|---|
| Piemonte | ~150 | Nebbiolo, Barbera, Timorasso, Alta Langa |
| Toscana | ~130 | Sangiovese (Brunello, Chianti Classico), Bolgheri |
| Veneto | ~90 | Amarone, Soave, Durello |
| Lombardia | ~60 | Franciacorta, Valtellina Superiore |
| Trentino-Alto Adige | ~55 | Trento DOC, Sauvignon, Pinot Nero |
| Friuli Venezia Giulia | ~45 | Collio, Colli Orientali |
| Sicilia | ~40 | Etna, Nero d’Avola, Passiti |
| Marche / Campania / Sardegna / altre | ~150 tot. | Verdicchio, Taurasi, Cannonau |
Nel confronto nazionale, il Piemonte esce vincitore non solo per quantità ma per profondità.
Dove la Toscana concentra la forza su Brunello e Bolgheri, e il Veneto sulla dolcezza dell’Amarone, il Piemonte disegna un mosaico più completo: Nebbiolo in mille declinazioni, Barbera in rinascita, bianchi di terroir e bollicine d’altura.
È una regione che ha imparato a non vivere di rendita: rilegge le proprie radici e rinnova il linguaggio del vino italiano con una coerenza che nessun’altra area, oggi, può vantare.