Domanda interessante e difficile. Direi che un barolo docg dell’ultima annata in vendita costa dai 20 euro in su. A pelle però, senza una stima esatta. Un’idea che nasce dalla frequentazione di appassionati (come mio fratello), enoteche, scaffali del gdo, bar e spacci aziendali. Un prezzo giusto? Non so, credo che ci sia molto di immateriale: tanto più lo desidero, tanto più costerà. Il barolo docg è un emblema più che un vino e trascina nele sue fortune tutto un territorio, le Laghe, che ha un incredibile sviluppo turistico, ristorativo, immobiliare… Il terreno costa uno sporposito, l’uva -mi hanno detto mesi fa- altrettanto, il vino sfuso anche, le bottiglie -appunto- decine di euro.
E perché allora, leggo sul volantino di un supermercato di Stresa che venerdì questo sarà venduto, solo per un giorno, un barolo docg a poco più di dieci euro? Ok, non è un nome noto, ma comunque barolo docg è. E dunque, perché?

Specchietto per le allodole? Poche bottiglie vendute sottocosto per poi vendere altro? Forse. O forse un’operazione dell’imbottigliatore per vedere al gdo anche altri vini meno noti e notevoli? Non so, ma una serie di domande me le pongo: è cosa buona o no? Migliora la conoscenza di questo vino? Democratizza il suo consumo? Lo svilisce a puro oggetto del desiderio? Non so, ma certo venerdì me ne comprerò un paio di bottiglie…
PS: alle dieci del mattino era già finito… Uno specchietto per le allodole!