A Gozo c’era un tassista, ma non un vino…

A Gozo siamo stati rapiti da un tassista: un simpatico indigeno che ci ha accompagnato in un rapido tour de force per l'isoletta, facendoci mangiare da un suo amico (parente?), fermandosi qua e là per le foto di rito… Nulla di così diabolico, suvvia, ma la prossima volta usiamo i bus… Nella giornata sballottata, ci ha dato anche un consiglio sul vino. “Compra Emmanuel Delicata… ma non in un negozio di souvenir, in un supermercato… non pagare dieci euro la bottiglia, pagalo di meno”. Detto, fatto. Il giorno dopo, in un Carrefour a La Valletta ho comprato due bottiglie di Emmanuel Delicata: un cabernet sauvignon e uno chardonnay. Non di più: la valigia è a rischio rottura. Prezzo? Sui sei euro l'una. Non molto. Però… Però, giorni dopo, ho aperto con mio padre e mio fratello il cabernet sauvignon. Era il Vintage 2008 Carissimi “The classic collection winemaker Terre di Chieti IGT”. Buono. Con un buon profumo di frutta rossa, amarene, ciliegie e note speziate. In bocca era asciutto, amarognolo, buono, corposo. Un vino da bersi “at room temperature” (ma è un inglese corretto?), di “medium bodied” (ancora: ma è corretto?). 13°. Mentre eravamo lì a trastullarci con i ricordi di viaggio, ecco a rompere l'incantesimo mio fratello, pignolo, l'avvocato, che scopre sul retro una piccola scritta: “made in Italy”. Accidempoli! Altro che vigneti di Gozo (che ci sono, pochi ma ci sono), vigneti patrii. Avrei dovuto sospettarlo con quel “Terre di Chieti igt”! Diavolo di un Delicata, diavolo di un tassista! La prossima volta faccio da solo. Anche per il vino!

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2 thoughts on “A Gozo c’era un tassista, ma non un vino…

  1. Eh, eh, incuriosito dal tuo post, sono andato sul sito Delicata e ho visto che commercializzano parecchi vini. La maggior parte dei quali di produzione locale D.O.K. ( malta o gozo ) ma alcuni non del loco, come il tuo…….  😉

    Ciao

    Paolo

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