Il segno del vino
Avevo una ragazza -oddio, una ragazzina!- che mi diceva di non sopportare il segno del vino rosso sul tavolo. Sapete, quel quasi cerchio che si forma quando il vino rosso sborda dal bicchiere, macchiando tovaglie o stagnando sul piano di legno. Mi diceva che, se lo avesse visto, sarebbe svenuta. Mi sembrava esagerata e un tantinello fissata, ma era bella e soprassedevo. Anni dopo, lei già assente, si ricompose nella mia testa una storia di alcolismo paterno, di osterie, di morte precoce… brutta storia, il lato oscuro del vino. Ecco l’odio per il cerchio…
Ora, però, trovo questo segno esibito come nobiltà. Come succede sempre: ciò che una volta era povero (il pane nero, la cucina popolare, le case rustiche…) diventa snob e bello quando si è ricchi. Il cerchio del vino rosso, segno di osterie, di mani tremanti, di scarsa cura… diventa logo raffinato. Ed ecco fare capolino su due biglietti da visita di due locali della mia zona (ma quanti altri lo avranno usato?). In uno ci ho mangiato e non è certo come l’osteria dove si avvelenava il padre della mia antica ragazza; ma non credo lo sia neppure l’altro. Eppure entrambi hanno il cerchio rosso del vino… Curioso!