Chi sceglie il prezzo del vino?

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Ovvio, voi direte: il prezzo lo fa il produttore in base alle sue scelte. Se il vino è frutto di ricerca, di selezione, di cura… il prezzo sarà più alto. Mah, quello direi è il prezzo di produzione. Un fattore che non determina il prezzo di mercato, se non in parte. Se un vino è, per esempio, barriquato, costerà di più. La barrique costa e perde anche un po’. Ma il cliente sarà disposto a pagare la differenza? E qui sta il busillis del marketing: convincere il cliente che è giusto pagare di più. Qualcuno ci riesce a malapena, altri bene, pochi assai bene: al punto di far pagare il loro vino molto di più del loro costo di produzione e del giusto ricarico aziendale. Sono nomi noti, famosi, territori assai richiesti, tipologie assai amate… quando mi chiedono perché costino così tanto, la risposta è sempre un parallelo con la moda. Il prezzo lo decide il consumatore con il suo borsellino.

Pensavo questo, giorni fa, quando mi hanno fatto assaggiare (grazie!) un vino assai potente e ricercato: Argille, barbera al 100%, di Monte delle Vigne, colline parmensi. Un vino molto interessante, ma insolito per la zona: selezione dei grappoli, vigneti vecchi, esposizione; potente,due anni di barrique e due anni di affinamento in bottiglia; profondo nei profumi terziari, lungo, alcolico, persistente, tannico da legno… trenta euro la bottiglia.

Li valeva tutti direte, ma per me no. Il mio pensiero andava ai tanti barbera, anche superiori, altrettanto buoni e ricercati, che avrei potuto comprare con meno. E il prezzo, come sempre, l’ha fatto il consumatore.

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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