Quadri di un’Esposizione Quattro

Questo quadro mi ha colpito in un’altra sala, sempre mentre controllavo che i ragazzi non facessero danni, non urlassero, non urtassero nulla di irreparabile. Una vigilanza distratta, più educativa che estetica. E invece, quasi di lato, mi sono imbattuto in The Temptation of Saint Anthony, di Domenicus van Wijnen, datato intorno al 1680.

La prima sensazione è stata straniante: uno stile modernissimo, nonostante l’età del dipinto. Mi ha fatto pensare a certi simbolisti, a Redon, a una pittura che viene molto dopo. Non per il soggetto, ma per l’atmosfera: sospesa, mentale, quasi onirica.

La pittura è estremamente dettagliata. A sinistra, la figura del santo: appoggiata su un fondo scuro, circondata da libri e oggetti della vita religiosa. Sant’Antonio è assorto, concentrato, ma sorprendentemente sereno. Nulla in lui suggerisce tormento.

Sopra e intorno, invece, esplode il mondo. Una ridda di corpi, piani sovrapposti, mondi che sembrano uscire l’uno dall’altro. In primo piano, appoggiata proprio al suo fianco sinistro, una giovane donna, bella, luminosa, con un seno perfettamente definito – di quelli a cui è oggettivamente difficile restare indifferenti, diciamolo senza ipocrisie. Eppure il santo non la guarda. Il suo sguardo è rivolto altrove.

Contempla la figura di Cristo che tiene tra le braccia. Dietro ancora, altri corpi che sembrano rappresentare la gloria, il successo, tutto ciò che il mondo propone come desiderabile e che la fede, tradizionalmente, invita a rifiutare. Più lontano, una sorta di bolla trasparente da cui emergono figure come in un’esplosione silenziosa. Poi nuvole, altri mondi, altri corpi, altre possibilità.

C’è qualcosa di Bosch, certo. Qualcosa che sembra anticipare un incubo. Ma l’incubo non arriva, perché Sant’Antonio non è schiacciato, non è disperato. È presente. Calmo. Quasi pacificato. E soprattutto, quella figura femminile non comunica colpa, né minaccia. Non sembra una tentazione nel senso moralistico del termine. Al contrario, emana una sensazione positiva: vita, giovinezza, bellezza del creato. Non distrazione dal divino, ma sua manifestazione.

A un certo punto mi sono chiesto se non fosse il caso di smettere di parlare di tentazioni. Forse questo quadro parla di godimento. Godimento di ciò che Dio ha dato. Della materia, dei corpi, del mondo. Non come alternativa alla fede, ma come sua estensione.E allora Sant’Antonio non resiste. Semplicemente, comprende.

Visite: 117

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *