Liz

Sono stato ospite a casa di Liz, nella periferia di Dublino, zona piccolo borghese-proletaria per capirci; sono stato lì per alcuni giorni. Liz cucinava per noi la colazione e la cena, con un certo impegno, nonostante fosse una signora vedova con due figli già grandicelli di cui non ho ben capito che lavoro facciano né quali orari di vita seguano. Ognuno nella casa: noi due prof italiani, Liz e i due figli… mangiava ad orari diversi.

La cosa più interessante della cucina di Liz è che vi troneggiano quattro strumenti relativamente recenti. Il tostapane, usato non solo per il pane ma anche per brioche e piccoli pancake già pronti che venivano scaldati lì dentro. Una friggitrice non troppo grande, indispensabile per i molti fritti – soprattutto patatine. Una pentola elettrica con coperchio, nella quale ha preparato lo stufato irlandese. E infine quella che funzionava più di tutte: la cosiddetta friggitrice ad aria, impiegata per scaldare brioche già confezionate in busta di plastica e molti altri prodotti pronti.

Liz armeggiava con questi quattro strumenti e da lì uscivano: salsicciotti, wurstel, uova, cibi già preparati e scaldati, dolci. Molti i prodotti già pronti messi in tavola. Non l’ho mai vista usare pentole o padelle tradizionali, questo sì. 

Se Liz fa testo, l’amore per il cibo nei popoli del Nord sembra decisamente meno centrale rispetto al nostro. Eppure mangiano, e non mangiano neppure così male come noi italiani tendiamo a pensare. Consumano soprattutto patate e molta carne – il che non è proprio un bene – e poche verdure, cosa altrettanto discutibile.

Ma se Liz rappresenta un modello del futuro, con questi quattro elettrodomestici – più un frigorifero capiente dove conservare cibi più o meno cotti, precotti e già pronti, acquistati nei supermercati della zona –  allora forse quei quattro strumenti potrebbero davvero rappresentare un frammento di ciò che ci aspetta. Un’avventura domestica che, per noi italiani, potrebbe sembrare lontana, ma forse non lo è poi così tanto.

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