Alla fine aveva ragione lui. Lo chef patron de L’Atelier di Domodossola che lo aveva dato per certo qualche giorno prima della cerimonia. Ma non era preveggenza: era semplice conoscenza. E infatti la serata Michelin 2025 gli ha dato ragione: L’Atelier ha mantenuto la sua stella, confermandosi l’unico ristorante stellato del Verbano-Cusio-Ossola (la Provincia si intende) in un’annata tutt’altro che semplice per il territorio, che ha visto uscire di scena e non tornare ancora (o mai più?) uno storico protagonista come Piccolo Lago, rimasto anche quest’anno senza stelle.
Partendo da qui, dal vertice culinario più settentrionale del Piemonte, si può seguire il filo delle stelle che quest’anno ridisegnano la geografia gastronomica del Nord-Ovest.
Nel Novarese: un equilibrio nuovo tra addii e debutti
Scendendo verso il Lago d’Orta, prrovincia di Novara, il quadro cambia: Villa Crespi conferma le sue tre stelle – una delle certezze assolute della cucina italiana – mentre Locanda di Orta e Al Sorriso mantengono la loro. A far notizia è la nuova stella di Cannavacciuolo by the Lake a Pettenasco, che compensa solo in parte le perdite del capoluogo: Tantris e Cannavacciuolo Bistrot (che è chiuso, per la cronaca) non sono più ormai tra gli stellati 2026. Un rimescolamento che racconta un territorio in cambiamento. Chi raccoglierà l’eredità di Marta Grassi a Novara?
Nel Biellese: la roccia che non si muove
Ancora più a sud, il Biellese resta fedele a sé stesso: Il Patio di Pollone tiene salda la sua stella per la ventiduesima volta consecutiva. Una continuità rara, che conferma come la costanza, più ancora delle mode, continui a essere premiata.
Nel Vercellese: nessuna stella, ma non è una notizia nuova
E poi c’è la provincia di Vercelli, che continua a non contare ristoranti stellati. Una costanza anche questa, ma di tutt’altro tipo: il territorio non riesce ancora a esprimere cucine pronte per il palcoscenico Michelin, pur ospitando realtà di buon livello.