Comincia la lettura e appena a pagina 12 m’imbatto nel classico mescolone che alla fine non dice molto, spaventa però assai e apre a pericolose (per me interpretazioni). Il Generale dice infatti che “I dibattiti non parlano che di diritti, soprattutto delle minoranze: di chi asserisce di non trovare lavoro, e deve essere mantenuto dalla moltitudine che il lavoro si è data da fare per trovarlo”: e fin qui da buon piccolo borghese quale io sono non posso che essere d’accordo; però poi dice “di chi non può biologicamente avere figli, ma li pretende”: credo che il Generale parlasse dei gay, però molte coppie di etero non possono biologicamente: e dunque? Se non hai figli e non puoi averne, non puoi ricorrere alla fecondazione artificiale o ad altre pratiche scientifiche? Adottare un bambino è “biologicamente” giusto? Non so, mi sembra un’idiozia… e la malattia? e la morte? Si debbono accettare? Volere di Dio? Della “biologia”? Poi il Generale conclude con un tema caro a noi borghesi: la casa! Dice infatti: “di chi non ha una casa, e allora la occupa abusivamente”. Io concordo e abolirei anche le case popolari. E che dire “di chi ruba nella metropolitana, ma rivendica il diritto alla privacy”. Concordo.
