I diciannove e la Barola

I diciannove e la Barola

Le diciannove cantine italiane selezionate dalla rivista inglese Decanter facevano bella mostra di sé a Londra, il fine settimana scorso, nei saloni dell’Hotel Landmark. E a noi che pure eravamo là ad assaggiare vini foresti un po’ di nazionalistico orgoglio ce lo hanno trasmesso. Il vino sembra piacere a Londra. Tanta gente nei saloni sia sabato sia domenica, tanto vino nei locali e anche nei pub dove ormai sembra contendere lo spazio alla birra. E il vino italiano? Certamente piace, ma non sembra essere poi così conosciuto: nelle carte il vino sembra essere lì per scelte casuali, con marchi non troppo rappresentativi, superficialità. La nostra è ovvio un’impressione a pelle, data da un paio di giorni di vita centrolondinese. Nei due pub dove abbiamo bevuto (uno in centro centro ed un altro in centro), però, c’erano in carta alcuni vini italiani, di case non propriamente famose da noi, ma quel che colpiva erano gli svarioni: in entrambi i casi avremmo potuto bere una carissima “Barola”. Si dice che due sono coincidenze e tre una prova. Noi per ora possiamo rimanere nelle coincidenza: due gestori che mettono in carta dei famosi vini italiani senza troppa attenzione!

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One thought on “I diciannove e la Barola

  1. Sfortunatamente non sono mai stato a Londra, però nella mia vita qualche Paese l’ho girato e posso sicuramente affermare che ad eccezione degli USA, il vino italiano è molto meno conosciuto di quanto si possa credere. In particolare ho notato che c’è una conoscenza superficiale dei vini toscani, “chianti, chianti…” oppure “brunelli…” nella maggiorparte dei casi associati alle immagini della regione Toscana. Per il resto, buio pesto, ne dobbiamo fare di strada per raggiungere i francesi……

    Saluti

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