di Carola Mangialardo
Sono molto grata alla mia Scuola per l’opportunità che mi ha accordato di passare due settimane in Finlandia con il progetto Erasmus, nell’ambito del job shadowing, la mobilità per il personale docente. Sono stati dodici lunghi giorni, giornate intense in cui ho potuto vivere, assaporare ed immergermi nella cultura finlandese. Due settimane in cui ho potuto confrontare il sistema scolastico finlandese con quello italiano e in cui ho assistito e spesso lavorato accanto ai colleghi finlandesi, fiancheggiandoli nelle lezioni più disparate: dalle lingue straniere, ovviamente, essendo io stessa una linguista (anche se devo ammettere che lo svedese e il finlandese mi hanno creato dei grossi mal di testa e dato filo da torcere!), alle lezioni di economia domestica, di falegnameria, di igiene personale o di orientamento allo studente.
So solo che stasera faccio la valigia con la consapevolezza di aver stretto nuove amicizie e con la stima e l’affetto della dirigente e dei colleghi, e non è assolutamente poco! Ma… ma c’è un ma… e a voi lettori del blog di Riccardo poco interesseranno i deliri professionali di un’insegnante di inglese italiana a Helsinki. So che state aspettando che vi parli della loro cucina tradizionale e delle loro bevande tipiche, e allora eccomi, subito, ad accontentarvi.
Ho già visitato la Svezia, la Norvegia e la Danimarca, quindi un po’ immaginavo che la cucina finlandese fosse molto simile, e non mi sbagliavo. Io e il mio collega Michele, per scelta, abbiamo deciso di cenare ogni sera in un locale tradizionale, a parte una volta in cui abbiamo mangiato la pizza a Turku, la più antica città della Finlandia, a circa due ore da Helsinki. La pizza non era male, anche se secondo me erano genovesi i proprietari, e il calzone prosciutto e finta mozzarella filante era fatto con la pasta matta… cosa c’entrassero le olive verdi dentro quel calzone, ancora me lo chiedo.
I ristoranti hanno prezzi alti per gli standard italiani: un antipasto parte da €14, un primo da €26, i dolci non meno di €10 e €12 per un calice di vino, d’importazione ovviamente, dal Soave al Riesling, dal Ripasso al Nero d’Avola. Le bottiglie costano dai 55€ in su. Noi abbiamo spesso accompagnato i nostri pasti con dell’ottima e fresca acqua del rubinetto, che ti portano gratuitamente appena ti accomodi al tavolo, e qualche volta con della birra locale, chiara o ambrata: la piccola dai €7, la media €9.50.
Abbiamo cercato in undici sere di assaggiare i piatti tipici finlandesi e vi propongo i più significativi con gli indirizzi dei ristoranti dove li abbiamo gustati, sia mai che, se vi troverete un giorno a Helsinki per piacere o per lavoro, abbiate qualche valido riferimento.
In alcuni ristoranti, specie quelli più trendy e di livello, in attesa dell’ordine vi porteranno del pane di segale con del burro. Da Pompier il livello è superiore: l’ambiente è romantico, elegante, intimo, illuminato da mille candele e specchi. Vi giuro che sono impazzita alla ricerca, nei vari supermercati, dello stesso pane da portare a casa da far gustare a Riccardo: un pane di segale morbido e umido con una crosticina come di panpepato, dolciastra, da accompagnare a un burro montato così spumoso che sembrava panna montata, aromatizzato al tartufo. Non potevo quindi che scegliere un risotto ai funghi della foresta norvegese — tendenzialmente finferli, gallinacci e porcini — ma qui c’era anche del tartufo e un po’ di olio aromatizzato al tartufo. Vi assicuro che, con le raffiche di vento gelido e il freddo della scorsa settimana, è stato davvero un piatto caldo, avvolgente, un po’ terroso ma molto corroborante.
👉 https://pompier.fi/espa/
Un’altra specialità è senza dubbio la zuppa di salmone, e non un salmone qualsiasi ma quello del Golfo di Finlandia: un salmone selvaggio, non coltivato, con zero grasso. La zuppa può essere un antipasto o un main course, una portata principale; noi in quell’occasione abbiamo optato per l’antipasto, che però era una porzione più che generosa. Il brodo è composto con una crema di panna acida, abbondante aneto e, su questo letto acido, uno spettacolare filetto di salmone grigliato! Una gioia per gli occhi e per il palato. Ad accompagnare questa entrée, un altro antipasto: questa volta non abbiamo resistito e abbiamo provato la tartare di renna. Mi è rimasto il dispiacere di non essere più tornata da Kuu per riassaggiarla; la sento ancora, la battuta vellutata, corposa e quel sapore pungente accompagnato da ciuffetti di maionese e dagli immancabili cetriolini sott’aceto. Vi giuro che me la sogno di notte, davvero squisita!
👉 https://ravintolakuu.fi/en/home/
Una sera un gruppo di colleghi di Belluno, che alloggiava nel nostro stesso hotel in centro a Helsinki (Holiday Inn Helsinki), ci ha suggerito di provare una sorta di pub, un locale decisamente informale, di quelli che piacciono a me, con una moto d’epoca all’entrata, un juke box anni ’70 con i dischi degli ABBA, musica e un’ottima cucina. Ci siamo stati due volte: la prima per gustare le mitiche polpette di carne finlandesi, enormi, grandi come canederli, gustose, piccantine, dove la cannella e lo zenzero si mescolano alla salsa di pomodoro creando una vera delizia.
La seconda volta abbiamo provato le aringhe del Baltico, freschissime per l’amor di Dio, ma troppo per il mio stomaco, e soprattutto fritte nello strutto, su letto di purè con gli immancabili cetriolini e l’insalata di cavolo cappuccio rosso… sinceramente un sapore troppo stucchevole, troppo forte… chissà, se le avessi annaffiate con del buon Gewürztraminer, forse le avrei apprezzate di più!
👉 https://kannas.fi/
Durante il nostro soggiorno non potevamo non andare in Lapponia: siamo andati a trovare il Boss nel suo villaggio a Rovaniemi e Babbo Natale mi ha fatto sedere sulle sue ginocchia. Gli ho consegnato la letterina dei miei bambini e mi sono emozionata io stessa quando mi ha detto che sono una brava mamma e che sono nella sua lista delle persone buone! Il villaggio di Santa Claus è un luogo magico, dove i grandi tornano bambini e i bimbi hanno gli occhi pieni di sogni. Lì, nel villaggio, c’è una jurta, una tenda usata dalle popolazioni indigene Sami, e in quella tenda ho gustato il miglior salmone cotto alla brace della mia vita: un semplice filetto di salmone accompagnato da un’insalata di patate fredde. Se vi capita, fate un salto al Salmon Place e non resterete delusi!
👉 https://bestsalmon.fi/
Spero di non annoiarvi, perché il meglio deve ancora venire. Voi sapete che la Finlandia ha una popolazione molto bassa se proporzionata alla sua enorme estensione: pensate solo che tra Helsinki e Napapiiri, al Circolo Polare Artico, ci sono più di 900 km e ancora ce n’è di terra a nord. Le terre più estreme di questa nazione sono coperte da foreste, da laghi e da tundre di muschi e licheni. Nelle zone più remote vive un animale possente e meraviglioso, un essere la cui carne nel Medioevo era apprezzata dai re e dai guerrieri perché si pensava che, quando si mangiasse di quell’animale, la sua forza ti sarebbe appartenuta: sto parlando ovviamente di sua maestà l’orso. E l’orso lo abbiamo provato in un delizioso locale che consiglio di prenotare, ai piedi della cattedrale di Helsinki. Al Savotta sembra di fare un viaggio con la macchina del tempo. L’orso è caro e noi ne abbiamo avuto solo un piccolo assaggio: uno stufato in zuppa davvero fantastico, anche se il sapore si avvicinava molto, per quel che mi riguarda, a quello del cinghiale. Non saprei descriverlo, dovete provarlo! Qui al Savotta, insieme all’assaggio di orso, abbiamo gustato anche la tartare di alce, molto dolce, accompagnata da chips di patate e carote e da cipolle caramellate: un’esperienza di salotto davvero incredibile e indimenticabile!
👉 https://ravintolasavotta.fi/
Infine, la nostra ultima sera in Finlandia, per l’ultima cena siamo tornati alla ricerca di un piatto con la renna, e mi pento di non essere tornata da Kuu, ma il mio collega voleva provare qualcosa di diverso e allora siamo stati al Kolme Krunna, un locale che ha la pretesa di essere sciccoso ma in realtà è molto alla mano. Qui abbiamo provato gli straccetti stufati di renna su letto di purè, cetriolini onnipresenti e marmellata di mirtilli rossi, che conferisce acidità ed equilibrio a un piatto altrimenti, a mio parere, un po’ stopposo. Nel nostro viaggio di lavoro e studio in Finlandia, io e Michele non ci siamo fatti mancare la visita a tante bellissime città: Helsinki in primis, ma anche Turku, Porvoo, Rovaniemi e soprattutto Hämeenlinna, che abbiamo adorato con il suo bel castello, la sua storia, il fiume, il simpatico signore che ci ha portato davanti alla cattedrale, dato che il padre ne era il vicario ora in pensione, e alla casa natale del grande compositore Sibelius.
Tra queste meraviglie ce n’è una su tutte che però non si trova in Finlandia, ma noi siamo avventurieri e abbastanza pazzi da finire di lavorare, salire su una nave, fare due ore di traversata e raggiungere la capitale dell’Estonia, la splendida Tallinn, città medievale, patrimonio UNESCO dell’umanità e sede della storica lega anseatica. Di Tallinn mi sono innamorata al primo sguardo, anzi al primo chilometro, e di chilometri, credetemi, ne abbiamo macinati tanti. A Tallinn trovate chiese — tra tutte San Nicola e la Cattedrale Ortodossa — la strada delle corporazioni con la sede della gilda dei mercanti, la più antica farmacia d’Europa ancora in attività dal 1422… ma soprattutto a Tallinn trovate il III Drakoon, davanti al municipio. Un locale che sembra una taverna medievale, dove verrete accolti da due sorelle un po’ sfacciate in abiti tradizionali estoni che vi inviteranno a ordinare, a portarvi al posto quanto avete scelto ed infine a sparecchiare. Noi abbiamo preso una deliziosa minestra d’alce con cannella e chiodi di garofano e chissà quali altre diavolerie, ma incredibilmente saporita, e un non meglio definito piatto di selvaggina tritata con verze stufate e dei ciuffetti di maionese calda.
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Ecco, dovessi tornare in Finlandia lo farei a luglio o a inizio agosto: non oso immaginare il freddo che farà a febbraio, quando altri colleghi ripeteranno la nostra esperienza. Ma Tallinn, Tallinn mi è rimasta nel cuore. Sarà che, da brava medievalista, non riesco a restare indifferente al suo fascino, al sole e alla gentilezza e simpatia dei suoi abitanti. Anzi, spero di poter tornarci presto e visitare anche Riga in Lettonia e la splendida Vilnius in Lituania.
Il Baltico ha il suo perché — e magari un giorno ve lo racconterò. Se volete saperne di più sui luoghi che abbiamo visitato a Helsinki e nel resto della Finlandia, seguite il blog di Riccardo: mi ritroverete presto con itinerari e spunti di viaggio!





