ENZOFRANZAFOTOGRAFO

Mi sono svegliato nella notte, forse per colpa di quel caffè preso troppo tardi ieri sera. Scorrendo la rete ho scoperto che Enzo Franza, fotografo di Omegna, è morto. Mi dispiace molto.

Con Enzo siamo stati amici per qualche mese: ogni fine settimana uscivamo con le nostre mogli ed esploravamo i ristoranti popolari del territorio — soprattutto nella Valle Strona, ma anche nelle Quarne e nei paesi attorno al Lago d’Orta. Condividevamo la passione per la cucina popolare, quella che nasce dall’incontro con la gente. Ricordo ancora le cene partecipate al Circolo di Massiola e in un ristorante sopra Quarna, per andare in Camasca, mi pare fosse.

A un certo punto quella nostra “spedizione gastronomica” settimanale finì per un’incomprensione, più sua che mia. Io mi offesi e per molto tempo non gli parlai più. Lo rividi anni dopo, quando era assessore, lavorammo insieme ma, anche allora, qualche volta litigammo. Evidentemente non eravamo fatti per stare troppo vicini.

Lo ricordo comunque con piacere. Mi ha lasciato un insegnamento prezioso: che il ristorante non è un luogo dove mostrare il proprio stato sociale, ma un luogo di vera convivialità. E questo gli va riconosciuto.

Era anche un grande fotografo. Per la rivista Le Rive mi fece un paio di foto sul tema del riso: ricordo che per lui la fotografia era un lavoro lento, accurato, fatto di studio e di dettagli. Il suo studio era pieno di oggetti per le ambientazioni, e lui sapeva farli parlare.

Una bella persona. Ha vissuto bene e ha fatto tante cose belle.

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