Ed ecco il currywurst vegano!

Ieri sera ho assaggiato per la prima volta un currywurst vegano. È successo da Frittenwerk, una grande friggitoria berlinese che vive della sua missione dichiarata: portare le patatine fritte a dignità di piatto principale. Una sorta di regno delle patate, rumoroso, affollato e “profumato”, così tanto che il profumo me lo sono portato via addosso, come un souvenir oleoso.

La scena è surreale: davanti, in tutta la sua eleganza borghese, sorge il KaDeWe, tempio del consumo alto di gamma. Di fronte, invece, Frittenwerk, che alto di gamma non vuole esserlo. Dentro al KaDeW3e, comunque, i würstel ci sono. Anche in versione vegana.

E com’erano? Immersi nella salsa al curry, coperti da patatine croccanti, facevano la loro bella figura. Nel complesso del piatto funzionavano. Forse, assaggiati da soli, sarebbero stati meno convincenti—ma va anche detto che il currywurst, tradizionale o vegano che sia, nasce per essere condito, annegato. È un piatto di strada, per palati semplici.

Forse ancora più interessante del piatto stesso è la storia che hanno i wurstel vegani che, almeno in Germania, sono diventati anche un fenomeno economico notevole. Ben prima del mio currywurst vegano berlinese, il mondo aveva già conosciuto i suoi primi tentativi di salsicce alternative. La traccia più chiara risale al 1949 negli Stati Uniti, quando Worthington Foods mise in commercio le Meatless Wieners, ribattezzate “Veja-Link” pochi anni dopo: erano i primi würstel vegetali disponibili al pubblico. Non erano però vegani perché contenevano spesso albumi o derivati lattieri, ma l’idea era già lì: creare una salsiccia senza carne che sapesse comunque “di würstel”.

Negli anni ’80 e ’90 arrivano nuove aziende e nuovi prodotti, via via sempre più vegetali, fino ai würstel totalmente vegan. Ma il fenomeno esplode davvero in Germania, che oggi è il cuore pulsante europeo del mercato plant-based. I tedeschi, si sa, amano i würstel. Ma, sempre più spesso, amano anche le loro versioni vegetali. Alcuni numeri raccontano bene la portata della trasformazione: Nel 2024 il mercato tedesco dei prodotti vegetali vale 1,68 miliardi di euro. La produzione nazionale di sostituti della carne (vegani e vegetariani) ha raggiunto 126.500 tonnellate, il massimo di sempre.Ed è più che raddoppiata in cinque anni. Dentro questo universo, il segmento più forte è proprio quello delle salsicce e würstel vegetali, che rappresentano circa un terzo dei volumi totali: decine di migliaia di tonnellate ogni anno.

Il mio currywurst vegano era, forse, perfetto per ciò che voleva essere: un piatto pop servito a ritmo sostenuto, dall’altra parte della strada rispetto al lusso del KaDeWe. Ma il bello è proprio questo: il gusto, oggi, non vive più in compartimenti stagni. La salsiccia senza carne non è più un ripiego triste o un esperimento da laboratorio: è un prodotto con una storia autonoma, che sta conquistando spazi, ricette, abitudini. 

Fonti

Produzione e mercato dei prodotti vegetali in Germania

Storia dei würstel e degli hot dog vegetali

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