Cosa Vuol Dire Essere Produttore di Vino (Dubbi da consumatore)

Quand’è che una persona si può definire produttore di vino? Sì, ovvio: chi lo fa. Ma chi lo fa partendo dalle sue uve o anche chi lo fa manipolando uve e/o vini altrui? Sì, ovvio: “produce”, “producono tutti” ma una certa distinzione si dovrebbe fare. Io penso. 

E poi: quando finisce la dimensione contadina artigianale e diventa invece semplicemente un sistema prettamente industriale si può chiamare “produttore di vino” o “azienda agricola”? Forse sì. Ma… Mi facevo queste domande perché molte aziende in Piemonte non sono più gestite direttamente dai proprietari. O meglio: non sono loro che sarchiano, che seminano, che potano, non solo loro che raccolgono, non sono loro che seguono la vinificazione o meglio forse la sovrintendono. Forse sarebbero anche in grado di fare o forse no? Il dubbio c’è. Fatto sta che in campagna troviamo moldavi, albanesi, bosniaci… contadini che vengono da tutto il mondo, ma non risultano in etichetta né nelle brochure aziendali. Alla faccia dei cospiratori e dei fautori della reimmigrazione o di altre cose del genere: se non ci fossero loro il vino, molto vino non si farebbe. Poi troviamo in cantina altro personale straniero, un enologo che è spesso itinerante che è in più cantine. Poi gli uffici marketing sono ovviamente ubicati nelle grandi città… Ecco, queste cantine apparentemente gestite da contadini sono ancora aziende agricole come le intendiamo noi? Non so.

Per la prima valutazione credo che (ancora una volta) l’esempio francese aiuterebbe: NM, ND, MA, CM, SR, RC, RM sono sigle che dovremmo imparare ad usare anche noi. 

Per la seconda, invece, si dovrebbe poter mettere in etichetta una sigla “prodotto artigianale”, istituendo delle barriere come si fa con la birra: quantità e personale. Oppure permettere di dirlo in etichetta: “in questa azienda il proprietario è un contadino”. 

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