Fitolacca no, prosciutto sì?

La fitolacca, o uva turca, è un’erba spontanea che si può mangiare con un po’ di attenzione. Si raccoglie il giovane getto, quando non è più alto di dieci, venti centimetri; si tolgono le foglie ai lati, lasciando solo le foglioline in cima; si spella con attenzione, fino ad eliminare ogni traccia della pellicina verde/rosso all’esterno. A questo punto assomigliano agli asparagi e infatti vengono spesso definiti “asparagi selvatici”. Si fanno bollire una volta, poi si butta l’acqua; si rifanno bollire con altra acqua e poi si mangiano come gli asparagi. Rispetto agli asparagi da orto, sono assai più delicati. Per cui, formaggio, uova, burro… sono consigliati.

Dal profilo FB di Maria Cristina Pasquali

Prodotto pericoloso? Non velenoso, ma tossico e dunque da usare con accortezza. Così come si debbono usare con attenzione i salumi e il posciutto cotto, per la presenza dei nitriti e dei nitrati; il vino, per la presenza dell’alcol; i grassi saturi; i funghi… e via dicendo. E’ l’ignoranza che fa male, è il non sapere ed usare così come capita che intossica.

Per il resto, come cucinarli? Come gli asparagi direi. Sul suo profilo social della mia amica Maria Cristina Pasquali ci sono molti buoni consigli. Ed ora ho sotto mano il libro “La mia cucina con le piante selvatiche” dell’arcinota Meret Bissingger che propone le sue ricette fusion: Asparagi di fitolacca con tofu marinato e le Verdure primaverili saltate.

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