Undicesimo “Vini” dell’Avvento

I vini “naturali” piacciono, le loro vendite sono in crescita. Ma si tratta di una famiglia non ben definita che comprende vini biologici (normati per legge), vini biodinamici (con certificazione privata), vini vegani (idem) e vini fatti: senza solforosa aggiunta, senza lieviti selezionati, senza controllo delle fermentazioni, senza utilizzo di filtrazioni… Leggo su “Il Gambero Rosso” che “Nel settembre scorso, la Direzione generale agricoltura della Commissione europea, sollecitata dal Ceev-Comité vins, che rappresenta la gran parte delle associazioni degli industriali del vino del Vecchio Continente, aveva chiesto un parere specifico sulla liceità e opportunità dell’uso dei termini “naturale” e “metodo naturale” applicati alle etichette dei vini. La risposta di Bruxelles è stata chiara: “misleading”, ovvero ingannevole e fuorviante per il consumatore, in quanto suggerirebbe l’idea di un vino “naturale” migliore rispetto a un vino convenzionale”. Ora si pone il dovere da parte dei produttori “naturali” di fare ordine. Anche perché puoi avere esperienze suggestive e stranianti. Gli ultimi due vini della specie che ho assaggiato, infatti, erano assai diversi: il Pinot Bianco igt Veneto Monterosso, biologico certificato non filtrato, era un po’ originale ma assolutamente piacevole. Se lo avessi assaggiato senza sapere, lo avresti definito buono ma strano; il secondo era il Bertumè bianco da uve timorasso dell’azienda Nebraie: biologico, non filtrato e a fermentazionr spontanea, che era assai radicale, diverso nei profumi e nel gusto. Al punto che ti piaceva più con la testa: il luogo, il sogno, la scelta… che nell’assaggio. Tanto diverso dall’idea che noi tutti abbiamo del vino. Entrambi naturali ma assai diversi e anche diversamente buoni. O cattivi? E poi chi era più naturale?

Visite: 61

Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.