La Bella Val Borbera

Sono arrivato in val Borbera per caso, seguendo un’iniziativa di Turismo in Langa, “Vendemmia nelle Terre Derthona”: visita in azienda, simbolica raccolta di uva (una cassa per persona) e poi degustazione vini ed acquisto. E, ovviamente, foto, selfie, assaggi di uva matura (quella di barbera davvero dolce), domande… bello.

La mattina sono andato alla Cascina Gentile di Capriata d’Orba, zona collinare e agricoltura biologica; cantina che presenta elementi intelligenti di marketing oriented: balconata a vista sui vigneti, sala degustazione vetrata, spumante metodo classico bianco e rosé, leggero uso della barrique… i vini sono buoni, la produzione attenta. Buoni tutti, direi. Io ho comprato l’Ovada doc dolcetto, il Colli Tortonesi Timorasso doc Derthona, il Spess Vino Passito (cortese), Cascina Gentile Spumante Brut Millesimato Metodo Classico (cortese) e il Gavi docg Gentile. Sono già tre le generazioni, oggi l’azienda è guidata dal giovane Daniele Oddone.

Pranzo veloce a Novi Ligure e poi via verso la mai conosciuta val Borbera, da Nebraie, “il progetto di Andrea Tacchella, giovane viticoltore che desideroso di valorizzare e far rivivere il proprio territorio ha impiantato 4 ettari di Timorasso”. Una delle due aziende che sta cercando di rivitalizzare una vallata “piemontese da riscoprire… storicamente legata alla Liguria: in questi luoghi lo spirito ligure si respira ancora. È circondata da montagne che letteralmente la isolano dalle vallate circostanti ed è una zona poco toccata dall’industrializzazione, dove di conseguenza la natura è incontaminata. Una zona storicamente votata alla vinificazione ora in fase di rinascita. In Val Borbera storicamente si è sempre coltivata la vite, ma le coltivazioni oggi sono state quasi tutte abbandonate, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra”. Oggi sono due le aziende che stanno rivitalizzando la Valle: una delle quali Nebraie. Produttrice di soli due vini: un timorasso fermo ed uno spumantizzato in bottiglia. In entrambi casi si tratta di vini radicali, che debbono piacere: il primo senza lieviti aggiunti; il secondo senza lieviti aggiunti, senza sboccatura e senza filtraggio, cioé un metodo “ancestrale”. Da provare con attenzione.

La Valle è davvero bella, molta natura, sentieristica, torrenti balneabili, piccoli paesi semiabitati. Da trekking ancor più che da vino. Da scoprire. Anche con la scusa del vino.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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