Riflessioni su Taste Alto Piemonte a Novara edizione 2019

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“In primis, complimenti all’organizzazione! Ogni anno è meglio. Quest’anno è stata cambiata la disposizione degli stand, con quelli dei prodotti alimentari (19 aziende: formaggi, riso, pasta, dolci, confettura, sottoaceti/sottolio, birra, ecc) al piano terreno. L’anno scorso invece erano al piano sotto, sembravano un po’ messi in castigo. Lì, quest’anno hanno tenuto i seminari di approfondimento: collocazione perfetta (tranquilli, lontano dalla mischia, dal rumore, ecc.) – perfetto!

Il vino si trovava al primo piano, con i 50 produttori/stand ben distribuiti, in ordine alfabetico, quindi facili da trovare specifiche cantine. Tavole un po’ piccoli, però, così che, quando c’era tanta gente, diventava difficile parlare insieme o neanche avvicinarsi (perciò non sono riuscita a “scoprire” alcuni produttori che mi interessavano, soprattutto i nuovi).

Quello che mi ha colpito di più questa volta è stato trovare molte cantine nuove e tanti produttori giovani, soprattutto, sia di seconda generazione sia protagonisti di una loro iniziativa imprenditoriale.

Vini buoni -tutti-  fatti con cura e senza difetti (direi solo nel prezzo… alcuni mi sembravano un po’ cari per la zona e la mancanza di “nome” o di reputazione consolidata). Tanti appena imbottigliati ma grande promesse….

Bianchi molto profumati e belli freschi; ma quelli che mi hanno lasciati “bocca aperta” ma soprattutto a “naso felice” sono stati i rosati! Veramente straprofumati, freschi, puliti, direi anche eleganti – una goduria!

Pietra Forata – per me un grande – tutti top ma il rosato in modo particolare – pieno di profumi, pulito, persistente – e il Vespolina, imbottigliato da un giorno, preso dalla vasca!

Bramaterra e Lessona veramente interessanti – ho assaggiato La Prevostura, rosato stellare (imbottigliato la settimana scorsa), fruttato, bella acidità e tannini fini, molto persistente; ma tutti molto eleganti e profumati. Un nuovo produttore – Noah– molto bravi anche loro vini erano molto eleganti, profumati, bella mineralità, tannini presenti ma fini, armoniosi… poi Pietro Cassina, che fa anche una Erbaluce Metodo Classico 3 anni sulle fecce – buono! Tenuta Sella, con diversi vini sempre fatti bene, e Colombera e Garella – pochi vini ma buoni, eleganti, fini profumati. Zambolin Bramaterra 2013: bello, rugginoso, ma ben amalgamato con la frutta matura.

Tenuta Guardasole –Boca (certificato bio)– “figlio adottivo” di Cristoph Kuenzli – vini fatti molto bene: puliti, elegante ed equilibrati.

Del Signore: Extra Brut, metodo classico 2016, 100% Nebbiolo, che è sempre vincente e adesso esce con un Pas Dosé molto interessante, colore buccia di cipolla carica, 48 mesi sui lieviti, in commercio 1 anno dalla sboccatura; La Crotta, Nebbiolo che fa un anno in barrique usata (da Gaja), interessante, bel naso, e tannini morbidi come il Gattinara 2015 (botte grande).

Poi i conosciuti: Giada Codecasa Ca’Nova , Antoniotti, Brigatti (erbaluce), Poderi Garona, Castaldi Francesca – rosato ed erbaluce…Paride Chiovini – vespolina

Nervi invece mi ha deluso…

Ho assaggiato pochi vini però – e purtroppo non ho fatto in tempo a risentire diversi “amici” o provare un paio di nuovi La Tur, o Patrone Edoardo – nuovo dall’Ossola, o Montalbano di Boca, che l’AIS mi ha segnalato”.

Ringrazio l’amica Lauren, l’amica americana, per la cronaca fatta di Taste Alto Piemonte 2019. Miei sono i neretti e le virgolette.

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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