Un Tappo Natalizio

Papà mi portava sempre a visitare i luoghi della Prima Guerra Mondiale: per lui, veneto, il ricordo della Grande Guerra faceva parte dell’epica, sia di guerra sia di pace. Un po’ di questo novellare, di questo “storytelling” mi è rimasto dentro e così leggo con piacere questa notizia. La trovo addirittura natalizia. Una coppia di appassionati trekker ha ritrovato un curioso tappo da vino della Prima Guerra Mondiale ed un’azienda veneta lo ha riprodotto in mille esemplari, procedendo poi alla conservazione dello stesso.

Ecco qualche stralcio del comunicato stampa: “un tappo della Prima Guerra Mondiale, con più di cent’anni di storia alle spalle, rivive grazie a Labrenta, azienda di Breganze specializzata in soluzioni di chiusura. Adamello, questo il nome dato al tappo dal luogo in cui è stata ritrovato, sarà riprodotto in mille esemplari numerati grazie al sapiente lavoro di un’équipe di artigiani sardi, ancora in possesso delle tecniche con cui si lavorava il sughero ai primi del ‘900, che ne ricreerà lo stampo. Il tappo originale, invece, verrà conservato in una apposita teca nella sede di Labrenta”.

La chiusura è stata ritrovata lungo un sentiero della Val Genova, ai piedi del Gruppo dell’Adamello. Durante il primo conflitto mondiale la zona è stata teatro della cosiddetta Guerra Bianca, così chiamata perché le truppe italiane e austriache si contendevano passi di alta quota di importanza strategica. L’annerimento del sughero e la caratteristica forma d’altri tempi, semi-quadrata e non cilindrica, hanno rivelato immediatamente che si trattava di un reperto bellico.

“La storia non è fatta solo di grandi accadimenti – ha commentato Gianni Tagliapietra, CEO dell’azienda vicentina, dove lavorano anche i fratelli Amerigo e Franca – ma anche di piccoli gesti e oggetti quotidiani, di cui oggi siamo i custodi. Non conosciamo le circostanze in cui è stata aperta la bottiglia che questo tappo chiudeva, probabilmente però si tratta di un’occasione speciale, visto che in trincea il vino era spesso versato direttamente da damigiane e tinozze nel bicchiere metallico in dotazione di ogni soldato. Molto più rara era la comparsa di una bottiglia, usualmente destinata alla mensa ufficiali, ma magari stappata anche dalla truppa in trincea per eccezionali occasioni, come poteva essere una vigilia di Natale”.

Ecco, Natale!

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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