Vino Transizionale

Il caso dei borgatari, della plebe che ha dato l’assalto alle vetrine delle boutique di Torino, mi ha fatto ricordare altro. Qualche giorno fa, infatti, è stata fermata una banda di falsari che stava (o aveva già? Negli articoli che ho letto non è chiaro) inondando il mercato del vino con del falso Sassicaia. Una truffa vera e propria anche perché all’interno delle costose (ma convenienti) bottiglie di vino arcinoto c’era un modesto rosso pugliese. “Tanto non capiscono nulla”, sarebbe stato il commento di uno degli indagati. Il che forse è vero, in parte. Molti, infatti, comprano e regalano queste bottiglie per il loro valore simbolico: rimangono lì, in cantine ben protette, per anni. Una volta aperte, un po’ l’età e un po’ la fama fanno si che eventuali difetti non siano esplicati, descritti (“sarò io, si pensa, a non capire il vino, un vino così famoso!). Tante non vengono neppure aperte: sono infatti oggetti, non prodotti.

Così come il Sassicaia: mica per berlo, mica per usarle. Solo per dire: “io l'ho!”. 
Oggetti transizionali, si potrebbe dire. Ma non prodotti. Non vino.

Le borse di Gucci sono altrettanto e sfido a distiguerle dalle false: forse il materiale, se i falsari sono stati micragnosi; forse una rifinitura non perfetta, se i falsari non sono stati precisi… ma non è per questo, per la loro qualitàdi prodotto che la plebe le voleva. Le voleva per il loro valore simbolico. Così come il Sassicaia: mica per berlo, mica per usarle. Solo per dire: “io l’ho!”.

Oggetti transizionali, si potrebbe dire. Ma non prodotti. Non vino.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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