Ristoranti a caso (e non solo)

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Ristoranti a caso (e non solo)

Cominciamo con l’Osteria Angelino di Roma (www.osteriaangelino.com) dove sono stato bene con Luigi e Filippo. Cibo tradizionale, buoni prezzi, vino della casa discreto. Lì vicino una birreria in stile inglese, se ci si vuole devastare un po’ (cosa che noi abbiamo fatto). Continuo con il Ristorante Beatrice a Montefusco (Avellino): lì ci sono stato con gli amici di Santa Paolina. Il paesello è su un cucuzzolo ed è assai caratteristico. Lì c’era una prigione borbonica. Quando tira il vento invernale capisci perché li mettevano proprio lì. Duravano poco. Ma il ristornate è più accogliente: fa una cucina del territorio assai ortodossa, al punto che il maiale in agrodolce (cotto coi peperoni sottaceto) ha messo a dura prova i nostri sensi ormai addomesticati. Da riprovare. Ottimi vini del territorio. Altrettanto ottimi libri usati (anche rari) abbiamo trovato, invece, alla Libreria Spalavera di Pallanza (Vb). Un giro lo consiglio. Si trova un po’ di tutto: dall’arte alla storia, dalla narrativa alla cucina… In fondo alla rinnovata e bella stazione di Porta Nuova a Torino, c’è l’ex dopolavoro trasformato in un locale versatile, un po’ pizzeria, ristorante, balera… Si chiama Colors e io ci ho mangiato bene, nel suo genere. Non caro. Centrale. Non impegnativo. La Fabbrica della Birra di Castelletto Ticino (No) è un altrettanto locale poco impegnativo, per tutti; locale a tema medioevale (ma solo per scherzo ovvio: la pizza, per esempio, non c’era!) dove curiose “ancelli” ed ancelle gentili e giovanissime, in scarpe da ginnastica sotto vestito medioevaleggiante, servono patatine, carne alle griglia, pizza e birra fatta in casa… non male. E a Filippo piace. La Vecchia Brenta di Vercelli è invece un locale un po’ decaduto che conserva ancora in parte la grinta del locale borghese in voga negli anni Settanta. Si mangia comunque bene, magari senza guizzi, ma lo consiglio a chi va a visitare quella bella cittadina sconosciuta ed in centro cerca dove mangiare. Se invece passate da Robbio (Pv), cone sono passato io, non aspettatevi di trovare un granché. Davanti alla stazione c’è il Ristorante Pizzeria Porto Rosa. Senza nessuna infamia e curioso innesto del Sud al Nord. Va comunque bene se siete a Robbio (ma a fare che?). Un viaggetto invece ve lo consiglio per andare a scoprire la Valle Formazza e le terme di Premia. Se passate di lì, fermatevi al modaiolo locale PaneVino. Una birra buona, due stuzzichini fanno tanto anche in montagna. Se girate a destra prima, verso il Devero, andate a mangiare a Casa Fontana. Lo consiglio proprio. Bello chalet montano, cura dei particolari, eleganza accogliente. Cucina semplice ma non scontata. Breve ma interessate carta dei vini. Che dire. Io ci sono andato con amici perché ne avevo sentito parlare bene. Ed era vero. Nella pianura piemontese sorge Santhià. Se volete mangiare tradizionale, senza sorprese, andate al Ristorante Vittoria. Magari andateci durante lo storico carnevale della cittadina. Se volete fare un ricco antipasto, potreste approfittare della fagiolata gratuita…

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan
Professore, giornalista e blogger
Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 – 6 – 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall’ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista “Paese Mio” edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di “Arcobaleno d’Italia”; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di…; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista “Il Cuoco”. Allievo di Luca Maroni. Già membro dell’Aies, dell’Adam (diplomato Idrosommelier) e dell’Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d’Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell’Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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