Vita da reduci

La mia famiglia è reduce dal Kovid 19. Essere reduci comporta una serie di riflessioni sul senso della vita, sulle priorità della stessa; poi dolore intimo per i tuoi cari che non ce l’hanno fatta; ed infine un curioso modo con cui il mondo, non proprio il tuo, ma i tuoi mondi satellitari ti approcciano.

Da una gran parte grande affetto. Direi commovente: durante e dopo. Tanto, bello… Però…

Foto MbS News

Però uscito dall’ospedale, molti ti scansano: pensano che tu sia ancora infettivo. Lo trovi divertente e non provi neppure a spiegare ed almanaccare i prelievi, le visite diuturne, le lastre, il doppio tampone negativo… la gente ti sta lontano e tu comprendi e non ti arrabbi. Accetti. Però…

Però, qualcuno comincia chiederti a quando risale il primo accenno di malattia, per fare dei calcoli (Noi ci siamo visti quando?). Nella maggior parte dei casi, pura matematica, perché tutti sanno che dopo un paio di settimane o sei asintomatico o sei negativo. Rari i primi e numerosi i secondi. Però…

Però qualcuno esagera e comincia a criticarti perché hai infettato altri (tutto da dimostrare), hai messo a rischio qualcuno (ma chi lo sapeva?)… qualcuno azzarda a dirti che l’hai infettato ma col tampone negativo: cioè, mi spiego, avresti passato il Kovid 19 in una forma così subdola che non si fa beccare neppure dal tampone. Pensi ad una teoria paramedica, complottismo da social; ma poi ti accorgi che è una questione di soldi. Se tu sei malato: febbre, dolori…e risulti al tampone positivo, sei in infortunio; se risulti negativo, invece sei in malattia e perdi del denaro. Ecco, i reduci del Kovid si sono sentiti dire anche quello: di aver fatto perdere dei soldi… Bah!?

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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2 risposte

  1. Anonimo ha detto:

    Riccardo…appena ci permettono di vedere i non congiunti…ci facciamo un aperitivo tra amici. Promesso (senza tamponi e esami sierologici). 😚😚😚

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