Le Streghe di Carezzano

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Meno male che il vino all’assaggio era aggressivo, fresco, poco accomodante… non avrei mai sopportato che fosse diverso. Magari morbido, grasso e piacione… Non avrei sopportato che un vino che ricorda un fatto tragico fosse morbido e aggiustato come una storia d’amore. D’amore ce n’è poco nella storia del Poggio delle Streghe, località Castiglione nel comune di Carezzano (Al). Lì furono bruciate molte streghe, in particolare tre in un colpo solo nella primavera del 1520. Tre povere creature di nome Bianca, Agnese e Maria… accusate di cose senza senso, dopo mesi di torture. Furono bruciate sul poggio, affinché il fuoco si vedesse da lontano. Leggete anche solo il materiale che trovate in rete. Non voglio ricordare qui, per disprezzo, il nome dell’inquisitore. Ma non fu certo il solo colpevole, ma lo fece per fare carriera. Sulla pelle degli altri.

Il vino Bricco delle Streghe dell’azienda La Morella, un dolcetto Colli Tortonesi doc, ricorda con molto pudore questo triste fatto storico. Una realtà del passato ma un presente in molti paesi. L’ho trovato adatto, come dicevo prima; certo perché è un vino biologico senza solfiti aggiunti. Quasi una stregoneria. Però ricorda quei fatti di 500 anni fa. Ha fatto bene? Ha fatto male? Ha fatto bene: ricordare è meglio che dimenticare. E in fondo è un pezzo della storia di tutti noi.

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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