La Pasta Fascista

Infuria la polemica perché una ditta di pasta avrebbe chiamato alcuni suoi formati con i nomi dati nel Ventennio, fra tutti spicca l’Abissinia (nome di fantasia dato dagli Italiani all’Etiopia). Apriti cielo! La polemica infuria: qualcuno (ma chi? Non è chiaro. E se fosse una manovra pubblicitaria?) polemizza e la destra ricambia: “siete dei fanatici, siete degli esagerati! (rivolta a chi? Ai comunisti? A Soros? All’Europa? A chi?)”.

Chi ha ragione? Forse la risposta dovrebbero darla in primo luogo i diretti interessati: gli “abissini” cioé. Sono felici di essere ricordati come ex sudditi del Regno d’Italia, dell’Italia fascista? Se sì, perché inquietarsi. Se no, meglio evitare.

Il fatto è però che nessuno ha mai chiesto la loro opinione, né oggi né ieri né l’altrioieri: sono stati contenti? Hanno nostalgia? Vorrebbero essere ancora annessi? Cosa ne pensano della guerra che gli italiani hanno combattuto contro di loro: liberatori o conquistatori? Modernizzatori o saccheggiatori?

E poi si dovrebbe fare la stessa domanda agli italiani: cosa ne pensate ora voi? Vorreste riconquistare quelle terre? Come giudicate la nostra condotta: necessaria o esagerata? Ritenete che non si abbiano più debiti nei confronti di queste popolazioni?

La scuola e i massmedia dovrebbero inoltre ripercorrere quelle vicende, senza paraocchi ideologici: italiani brava gente? Italiani assassini? Giusto? Sbagliato?

E gli altri Paesi che fanno? La Germania permette di produrre, chennesò salamini, con i nomi delle aree del Reich Millenario? Gli Ungheresi permettono di mettere in commercio prodotti con riferimenti alle Croci Frecciate? In Francia permettono richiami commerciali alla Repubblica di Vichy? Non so, io non ho mai sentito.

Sembra sempre un problema italiano: non approfondiamo, siamo provinciali, tutti tesi al litigio sul nostro pianerottolo. E il resto del condominio?

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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Una risposta

  1. hakluyt ha detto:

    Magari però il “sapore littorio” potevano risparmiarselo…

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