Allappante Wine&Foodzine di Riccardo Milan: vino, cibo, riflessioni, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e (un poco di) mondo.

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19mo Vino dell’Avvento

Decisamente buono. Anche perché si tratta di un vino da vigne piwi, nuove selezioni per diminuire i trattamenti. Roba che si sta ancora sperimentando. Quota si affianca ad Ohm e Hora, che magari assaggerò poi. Per ora sono felice di aver assaggiato questo pinot bianco da vitigni resistenti alle principali malattie della vite.

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Diciottesimo Vino dell’Avvento

Poi nella mia casella di posta trovo oggi l’ultimo numero de “La Madia” con un titolo di quelli “da guerra”: “Il futuro del vino è rosé”. Sembra vero solo in parte, ma vero. E il giovane Edoardo Patrone se ne è accorto velocemente, visto che è uno che ha studiato ed è un entusiasta. Tante coincidenze sembrano una magia

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17mo “Vino” dell’Avvento

Il 17mo vino dell’Avvento è una persona: la signora Vittoria Sincero, giornalista. Morta giorni fa a quasi cento anni. Torinese impiantata a Novara, nella redazione locale de La Stampa. Fra le altre cose scrisse un testo “d’amore” per il novarese, allora unito in una sola provincia. Si intitola “Dal Riso al Rosa”. Edizioni Eda.

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Gran Cosa la Zona Rossa

Ma più di tutto l’ho comprato perché Visintin ha fatto un parallelo illuminante fra arte e cucina. Ha citato la famosa Merda d’Artista di Pietro Manzoni, arte concettuale-citazione volutamente provocatoria- in cui interessa soprattutto il processo creativo, con l’esaltazione della figura dell’artista. E non il prodotto finale.

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Sedicesimo Vino dell’Avvento

Davvero un mondo affascinante. Noi italiani ne subiamo il fascino da anni ed in tanti: siamo il quinto mercato mondiale per valore e il sesto per volume, amiamo soprattutto i brut (i più secchi, con poca dolcezza), gli extra brut e i brut nature. Ma non ci facciamo mancare neppure i formati particolari e i prodotti originali, di cui siamo ghiotti. Spendiamo e beviamo bene, alla faccia della decadenza!

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Quindicesimo Vino dell’Avvento

Colli Tortonesi Croatina DOC Montemirano 2011 di Claudio Mariotto. Vino buono dopo nove anni! Lo ha portato l’Americana, dopo essere riuscita a riaprire la sua magica cantina, chiusa da più di un anno.

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Quattordicesimo Vino dell’Avvento

Giornata con gli amici, in attesa delle chiusure. Ci si trova in un bar estroflesso: tutti gli avventori fuori al sole di dicembre; si beve un paio di volte, parlando di vita, di cose belle; poi ci si trasferisce in un’enoteca deserta a bere un ottimo e strano lessini durello spumante, sapido e fresco. Uno degli amici paga e ci dice che diventerà padre. Doppio brindisi!

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Un Tappo Natalizio

Una coppa di appassionati trekker ha ritrovato un curioso tappo da vino della Prima Guerra Mondiale ed un’azienda veneta lo ha riprodotto in mille esemplari, procedendo poi alla conservazione dello stesso.

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Tredicesimo Vino dell’Avvento

intanto fai partire la lavastoviglie (ma perché non l’ho accesa prima di partire?). Poi cibo, microonde per la pizza, tovaglia, bicchieri e una bottiglia di vino bianco estratta dal frigo. Si tratta di una Offida Pecorino docg Villa Angela 2019. Molto buono. L’ho comprato una notte insonne settimane fa: alle 4 del mattino

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Dodicesimo Vino dell’Avvento

Mentre lo bevevo mi è tornato in mente quest’anno strano, difficile, doloroso. Il berlo un Natale dopo mi ha fatto pensare ad un rito, quasi un rito scaramantico; il bruciare sul falò vecchi appunti e documenti e oggetti… di cui vuoi liberarti per tagliare i ponti, per scavare un fossato. Speriamo funzioni. Per me e per tutti.

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Il Mondo che Verrà

Scopro ogni giorno di più che i miei allievi non hanno più la TV e fanno fatica ad usare i computer, non li hanno: vogliono scrivere i compiti sul cellulare. Tutti hanno la carta di credito, alcuni on line e neppure appoggiata ad una banca locale; molti usano i bitcoin… E noi vecchi a discutere di contante…

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Undicesimo “Vini” dell’Avvento

Ora si pone il dovere da parte dei produttori “naturali” di fare ordine. Anche perché puoi avere esperienze suggestive e stranianti. Gli ultimi due vini della specie che ho assaggiato, infatti, erano assai diversi