Ma dove è il buco?

Ma dove è il buco?

Ma dove è il buco in cui finiscono i nostri soldi? A cosa serve pagare le tante tasse, magari anche motivate da lodevoli intendimenti? Servono a noi o servono ad altri? Non so, ma so che comincio ad essere stanco di essere così “derubato”…

Vi racconto: sabato scorso ho avuto un problema in autostrada, ritornando dal mare. Un gran spavento e cumuli di soldi che se ne andranno. Nel bel mezzo di una giornata no, la consolazione di avere una polizza che copre i costi di incidenti come questo: carro attrezzi, taxi, auto sostitutiva ed albergo… Ottima cosa, i privati.

L’albergo dove alloggio per una notte è un bell’albergo davanti alla stazione di Mestre. Bello: Bologna si chiama, se non ricordo male. Dà sulla stazione e su una serie di vie assai mal messe, dove la sera si ritrovano prostitute, gruppi di stranieri dalle diverse favelle, ubriaconi, gente con cani assai aggressivi, negozietti di cibi etnici, sporcizia, negozi di cinesi etc etc… una brutta periferia in pieno centro cittadino, direi. Brutto spettacolo ed infatti tutti i turisti dell’Albergo sono chiusi dentro: più bello e confortevole dentro che fuori (anche un poco spaventevole).

La mattina, prima di andare a prendere l’auto sostitutiva, mi dicono che sì è tutto pagato ma a me compete la tassa di soggiorno, ma sì quella tassa per aiutare il turismo introdotta con molta retorica un paio di anni fa: 2,80 euro gli adulti e la metà i bambini.

Si paga, ovvio, ma una domanda m’insegue: in quell’albergo dove ero alloggiato io ci saranno decine di camere e di conseguenza centinaia di ospiti ogni giorno. Ospiti che ogni giorno pagano questa tassa di soggiorno. Soldi e tanti. Eppure questi soldi non servono per riqualificare l’area intorno all’albergo. Non servono, che ne so, per una pattuglia di vigili; per migliorare i giardinetti; per pulire meglio; per riqualificare… sono dati lì, grazie alle capacità dell’imprenditore, ma sono spesi dove? Forse sono spesi con una ratio che mi sfugge. Ma io ho sempre più l’impressione che usciranno da qualche buco per foraggiare alti funzionari dello stato, consulenti, politici, pensioni d’oro, enti inutili e così almanaccando…

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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