Ma chi capisce l’arte contemporanea?

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Mi piacerebbe sapere chi comprende l’arte contemporanea? Quanti? Forse chi la fa, chi la condivide, chi la usa per viverci. La gente normale o si fa suggestionare o non la comprende. In più non sa la storia e dunque si muove nella nebbia. Dovresti spiegarle che nella società libera d’oggi l’artista raramente lavora per una committenza (per quella ci sono gli architetti), come nel Medioevo, e che, comunque, fa fatica a sentirsi imbrigliato. E dall’Ottocento romantico che succede così: si fa arte per l’arte. E devo dire che i tentativi opposti: fare arte per il potere, fare arte per educare le masse, fare arte per celebrare un dio… non hanno dato esempi altissimi di creatività. Almeno dopo il Rinascimento.

Cosa vuoi dunque che capisca uno come me di arte contemporanea? Poco, nonostante l’acculturamento. Mi faccio suggestionare, semmai. Però quando devo passare ad attribuire un valore all’opera, cado nel buio e penso che spesso si tratti di speculazione. Fuffa, aria fritta… per intenderci. Magari sbaglio, però.

Idem per l’alta cucina che non amo in toto. Non amo quando non la comprendo, quando non so cosa esprima, quando penso che siano altri a dare il valore alle cose. E dunque comprendo la Gabanelli e il suo post assai criticato. Uno sfogo condivisibile che credo non renda giustizia alla chef da lei criticata. Ma che però mette a nudo il disagio che il normale ha di fronte all’arte contemporanea tradotta in cucina. Poi, la mancanza di contenuti in molti chef è palese, ma non solo nell’alta cucina. Un vuoto che la forma fa fatica a coprire.

A volte poi, la forma ricercata mette in cattiva luce anche piatti dai contenuti validi. Insomma, io la Gabanelli la comprendo. E voi?

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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