L’alta ristorazione è etica?

Mangiare molto è etico, in un pianeta sovraffollato e mal gestito? Mangiare e bere caro nell’alta ristorazione è etico? Spendere cifre con cui molti mangerebbero un mese per una cena (o pranzo) è etico, è giusto, è moderno? Il denaro ricavato è reinvestito nel sociale o è un accumulo di pochi?
Dubbi molti. Risposte certe solo se si ha una fede forte, religiosa o politica, che segni dei confini netti. Sennò i dubbi sono proprio molti.
Certo che qualche domanda se la debbono porre anche gli stessi stellati: infatti non mancano le iniziative benefiche in cui sono protagonisti. Ma bastano queste lodevoli iniziative per rendere etica, giusta l’alta ristorazione?
Non vorrei sembrare presuntuoso, ma io penso di no.
Mi piacerebbe, infatti, che la Guida Michelin valutasse anche con altri parametri l’alta ristorazione (se lo fa, non lo dice). Per esempio:
– l’ottimale rapporto fra assunti e “stagisti” per evitare smaccati casi di sfruttamento;
– la qualità del lavoro: tempi, servizi ai lavoratori, turni…;
– l’impronta carbonica del locale: l’energia consumata per illuminare, riscaldare, cuocere, i chilometri che i prodotti fanno per esserci;
– la quantità di rifiuti prodotti;
– il rapporto collaborativo con il territorio…
Mi piacerebbe anche che, come per il vino, s’introducessero nella cucina concetti come bio, sostenibilità, recupero, responsabilità, qualità dell’alimentazione…
La mia impressione, da professore di scuola alberghiera, da appassionato gastronomo, è che il mondo vada da una parte, alla ricerca sia pur confusa di soluzioni; mentre l’alta cucina va da un’altra, fregandosene, seguendo il mito creato dalla televisione. E se poi passasse di moda? Se la gente cambiasse canale?

Visite: 1849

Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.