Fitolacca no, prosciutto sì?

La fitolacca, o uva turca, è un’erba spontanea che si può mangiare con un po’ di attenzione. Si raccoglie il giovane getto, quando non è più alto di dieci, venti centimetri; si tolgono le foglie ai lati, lasciando solo le foglioline in cima; si spella con attenzione, fino ad eliminare ogni traccia della pellicina verde/rosso all’esterno. A questo punto assomigliano agli asparagi e infatti vengono spesso definiti “asparagi selvatici”. Si fanno bollire una volta, poi si butta l’acqua; si rifanno bollire con altra acqua e poi si mangiano come gli asparagi. Rispetto agli asparagi da orto, sono assai più delicati. Per cui, formaggio, uova, burro… sono consigliati.

Dal profilo FB di Maria Cristina Pasquali

Prodotto pericoloso? Non velenoso, ma tossico e dunque da usare con accortezza. Così come si debbono usare con attenzione i salumi e il posciutto cotto, per la presenza dei nitriti e dei nitrati; il vino, per la presenza dell’alcol; i grassi saturi; i funghi… e via dicendo. E’ l’ignoranza che fa male, è il non sapere ed usare così come capita che intossica.

Per il resto, come cucinarli? Come gli asparagi direi. Sul suo profilo social della mia amica Maria Cristina Pasquali ci sono molti buoni consigli. Ed ora ho sotto mano il libro “La mia cucina con le piante selvatiche” dell’arcinota Meret Bissingger che propone le sue ricette fusion: Asparagi di fitolacca con tofu marinato e le Verdure primaverili saltate.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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