Il Salone del Gusto deve imparare dall’Ikea

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Sono stato a Torino domenica al Salone del Gusto, tornato dopo qualche anno al Lingotto. Solita bella ressa, solita ricchezza di offerta comunicativa e di prodotti, solita tanta gente, soliti assaggi, solite compere interessanti: la madre di tutte le fiere agroalimentari moderne, parafrasando Saddam.
Eppure ho trovato che non si è ancora risolta l’ambiguità di fondo: è una mostra o un mercato? O un po’ di una e un po’ dell’altra. Mi spiego: ho comprato un po’ di prodotti nel primo padiglione, ho assaggiato molto… dopo un po’ ho capito che non avrei potuto comprare altro. I sacchetti di carta e di ecoplastica che mi avevano dato erano pieni e a rischio rottura. Mi sono guardato in giro e non ho trovato nulla per continuare le compere: né un carrello, né borse con le ruote, né borsoni di plastica tipo Ikea… Nulla, ho smesso di comperare ed ho notato che quelli che compravano avevano giusto un paio di pacchetti. Scelta o necessità?
Il giorno dopo, in sala professori, una collega mi ha raccontato di essere stata a Fico, Bologna: lì, invece, c’erano carrelli di ogni foggia e anche un centro postale da cui spedire i tuoi acquisti. Se non potevi portarli con te.
Ecco, un po’ da Fico e un po’ da Ikea, il Salone del Gusto dovrebbe imparare. In fondo, se non compriamo, come fanno gli agricoltori a migliorare il mondo?

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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