L’Alto Piemonte e l’Ais

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I sommelier dell’Alto Piemonte nel 2017

Anche quest’anno è uscita la Guida Vitae dell’Ais. E anche quest’anno sono andato a curiosare fra i vii proposti. Anche quest’anno l’Alto Piemonte si è ritagliato un po’ di notorietà. Molto meno del Basso Piemonte che è protagonista anche rispetto alle altre regioni italiane. Basti pensare che con le Quattro Viti, punteggio massimo, sono stati premiati ben 61 barolo; mentre, giusto per un raffronto fra pari, poco più della metà di brunello (31). E l’Alto Piemonte? C’è. Una pattuglia ma c’è.

Con le Quattro Viti sono stati premiati:  un Bramaterra, 2014 di Antoniotti; un Caluso Passito, Sulè 2010 di Orsolani; un Carema Riserva Etichetta Bianca 2014 di Ferrando; e poi, udite udite, un Motziflon 2015 Colline Novaresi Nebbiolo di Francesco Brigatti; e altre belle certezze: il Gattinara Molsino 2014 di Nervi e il Gattinara Osso San Grato 2014 di Antoniolo e il Gattinara Tre Vigne 2013 di Travaglini; un solo Ghemme, il Collis Breclemae 2011 degli Antichi Vigneti Cantalupo; e infine due Lessona: uno Sperino 2013 e un San Sebastiano allo Zoppo 2010 Tenute Sella.

Giudizi? Commenti? Mah!? Mi sono sembrati, i rossi, un po’ tutti giovani. Come se fossero venduti prima di essere pronti. Comunque tutti nervosi, con personalità, un po’ persi in una degustazione senza cibo ad accompagnare. Ma così è. Lo proverò a tavola e poi rifletterò. Prosit!

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