I ladri no, Eliana sì

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Ricordo ancora la polemica social fra me ed un lettore de La Voce di Novara on line: io sostenevo che i ladri non dovessero godere di privacy, lui -l’altro- mi rimproverava fortemente per la mia mancanza di umanità, mancanza di nozioni di diritto e così via… Credo che in gran parte avesse ragione lui. Ma continuo a credere che ad un ladro un po’ di gogna mediatica farebbe bene e farebbe bene alla società (che li riconoscerebbe per strada, li indicherebbe a dito…) e magari si potrebbe togliere loro la patria potestà (ah no, dopo Bibbiano i figli non si toccano. Che poi escano storti è un’altra cosa).

Ecco, ripensavo a questo seguendo i fatti di Eliana, la mia doppia collega (prof e pubblicista) protagonista della cronaca di questi giorni. A lei nulla è stato risparmiato e la gogna mediatica ha funzionato alla perfezione. Il rimbombo social è così enorme che le conseguenze per lei saranno gravi. Perdere il posto a 50 anni non è una bella storia. E poi la gente che la eviterà, le occasioni che perderà… In più, qualche ominuccolo si farà prendere dalle idee altrui (e dalla sua mancanza di carattere) e farà scelte gravi per la mia collega, al di là della colpa: licenziamento, radiazione, esclusione… Non so se ha figli, ma credo che se li avesse glieli toglierebbero. Una paria sociale.

Lei sì e i ladri no. Questo mantra continua a rimbombarmi nella testa. Sì, lo so: un’idiozia. Ma non un furto, non una violenza, non uno stupro. Che paghi, il giusto. Ma un po’ di questo linciaggio si dovrebbe usare per i ladri seriali (e gli altri:violenti e truffatori) e non per chi ha fatto un’idiozia. Una sola.

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