Corpi

Mi è arrivato via whatsapp un documento che avrebbe dimostrato che negli ospedali italiani segnano come morti di covid, anche chi di covid non è morto. Si tratta di una tesi riduzionista tesa a dimostrare che il potere politico (qui Conte, in Usa i nemici di Trump, in Brasile gli avversari di Bolsonaro etc etc) usa il covid per tenere soggiogato il popolo con l’uso della paura. Tesi interessante e apparentemente verosimile, ma falsa. O meglio: senza uno straccio di prova ed inverosimile: tutti i Paesi del mondo? Ed ecco allora le teorie complottiste mondiali, ancora più inverosimili…

Il documento, forse autentico, mi è arrivato da un amico che lo aveva avuto “da un amico di un mio amico”. Un po’ come “il cugino” cantato da Elio e Le Storie Tese.

Se gli dai un’occhiata superficiale lo scambi per un certificato di morte redatto da un medico (ma chi l’ha mai visto un certificato di morte?): e dunque pensi proprio che i medici tendano ad attribuire la morte al covid anche senza tampone. Ma ad una lettura più accurata ti accorgi che invece è “solo” un documento interno che l’ospedale rilascia per il trattamento delle salme. In questo che vi riporto si dice che i poveri resti della signora dovranno essere trattati come se la suddetta fosse morta di covid. Un eccesso di prudenza? Direi di sì. Anche perché molti necrofori si sono malati di covid e dunque non è il caso di rischiare.

Nessun complotto, dunque. Però bisogna leggere e non fermarsi al primo sguardo.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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