Sfumature di Barbera

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Davvero interessante lezione quella di ieri sera al corso che sto tenendo a Verbania: una lezione sui vini rossi con degustazione di cinque barbare,di cui quattro della stessa azienda. Carino assaggiare insieme e dare ognuno il proprio giudizio.

Cosa abbiamo assaggiato? Della ditta Sulin di Grazzano Badoglio: Barbera del Monferrato Frizzante del 2017: spumeggiante espressione, bella schiuma, semplice nei sui profumi e una freschezza da aperitivo, merenda, amici… Poi una Barbera Monferrato 2016 solo acciaio: profumata, fresca, irruente… barbera nella sua espressione classica. Da cibo, da abbinamento saporito… buona!; e poi una Barbera Monferrato 2015 in magnum, più profonda ed austera, meno irruente al palato, più austera. Da serata a tavola, già impegnativo. Da dosare; poi una Barbera Monferrato Superiore Ornella passata nel legno (500 litri) per 16 mesi. Un vino che ti aspetti: profumi del legno, poi un po’ di frutta (ma poca). Al palato morbido e lungo. Da dopo cena, da sorseggiare.

Poi della ditta Punset di Neive, Langhe, abbiamo assaggiato il Barbera d’Alba biologico e biodinamico del 2017. Un vino austero,dai profumi profondi e dal gusto morbido. Austero nel complesso. Più maturo all’apparenza rispetto all’annata dichiarata e senza l’irruenza classica della barbera.

Barbera di Punset (dal sito aziendale)

Cosa è piaciuto di più? La platea di miei allievi, appassionati consumatori di vino, di varie fasce di età e di varia estrazione sociale (ma in generale nessun super ricco) ha scelto in gran parte il vino passato nel legno. Sorpresa! Poi una pattuglia di donne ha optato per il vino biodinamico. Pochi la barbera del 2015, quella in magnum. Esclusi dai giochi i due vini che mi sono piaciuti di più: la barbera frizzante del 2017 e la barbera del 2016, quella classica.

Come dire che la complessità piace di primo acchito e la semplicità si recupera con l’esperienza. Ma è solo una considerazione casuale che non tiene conto di altri fattori: la mancanza di cibo in abbinamento, l’orario, il clima… Però curioso!

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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