Ibridazione Sbagliata

Un’amica appassionata di vino, Romina, mi ha raccontato una storia molto istruttiva. Lei e delle sue amiche sono andate ad una degustazione, con pranzo, in una bella cantina delle Langhe: l’Azienda Agricola Sordo Giovanni. Occhio: una degustazione o un pranzo? Se pagavi una certa cifra: 50 euro se non ricordo male, avevi infatti una piccola degustazione con i piatti proposti (fatti da un cuoco, caldi e ben serviti); se pagavi 80 euro, oltre al pranzo avevi una grande degustazione di baroli docg. Pranzo o degustazione?

Se sei a pranzo (o cena) e non finisci il vino, lo puoi portare a casa. Se non lo porti a casa, lo “regali” al locale che ne può fare cosa ne vuole: lo assaggiano i camerieri, lo assaggia il patron, finisce nel vino al bicchiere. Di certo non lo buttano via.

Se sei ad una degustazione, però, il vino che assaggi (e certo non finisci) non te lo puoi portare in via. Lo assaggiano anche altri. Anche se ne fosse avanzato poco, non te lo porti via. Non si usa: tu paghi l’assaggio di più vini. Stop.

Ma ad un pranzo degustazione il vino avanzato lo puoi portare via? Lo hai pagato o no? Secondo la mia amica sì, te lo puoi portare via: lo hai pagato! Secondo la sommelier che glielo aveva servito e spiegato, anche. Secondo una dei titolari (o la titolare, Romina non ricorda) invece no. Mentre la mia amica si alzava con la mezza bottiglia, l’ha infatti apostrofata, manco fosse una ladra. “Quel vino serve per le degustazioni!”, le avrebbe detto. E anche in malo modo. Al che, Romina si è risentita ed un poco offesa, credendo di essere nel giusto. Risultato: non ha comprato nulla e si è limitata a pagare il pranzo (?) con degustazione di vino, come lo considerava lei.

Chi ha ragione? Credo entrambi. Ma ci vorrebbe un po’ di chiarezza da parte degli organizzatori, prima. Si deve specificare in modo pedante che si tratta di una degustazione con accompagnamento di cibo e che il degustatore (o wine lover) può assaggiarne quanto ne vuole, ma le bottiglie -mezzo, meno di mezze, anche minimamente vuote- rimangono nella disponibilità degli organizzatori. Io non so se questo fosse specificato dalla cantina Sordo. Se sì, Romina avrebbe torto; se no, ragione.

Però, una considerazione: perché sgridare una possibile cliente? Vale la pena perderla? Oh, sì, ovvio: stiamo parlando di barolo docg. Ha tanti clienti ovunque. Uno in più o uno in meno… un ragionamento che fa tanta antipatia però.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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