Categoria: Vini

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Più che un Vino, un’Allegoria

Ma cosa è il 23 ottobre? Si tratta dello “Champagne day”, la “Giornata mondiale dedicata a questo vino; evento spontaneo nato nel 2009 da un’iniziativa individuale del blogger e wine trainer californiano Chris Oggenfus. Sarà anche l’occasione per bar, ristoranti, enoteche, Maison e Vigneron per organizzare degustazioni creative e brindisi virtuali, per celebrare ”il vino dei re e il re dei vini”.

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Ibridazione Sbagliata

Se sei a pranzo (o cena) e non finisci il vino, lo puoi portare a casa. Se non lo porti a casa, lo “regali” al locale che ne può fare cosa ne vuole: lo assaggiano i camerieri, lo assaggia il patron, finisce nel vino al bicchiere. Di certo non lo buttano via.
Se sei ad una degustazione, però, il vino che assaggi (e certo non finisci) non te lo puoi portare in via. Lo assaggiano anche altri. Anche se ne fosse avanzato poco, non te lo porti via. Non si usa: tu paghi l’assaggio di più vini. Stop. Però…

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La Bella Val Borbera

Sono arrivato in val Borbera per caso, seguendo un’iniziativa di Turismo in Langa, “Vendemmia nelle Terre Derthona”: visita in azienda, simbolica raccolta di uva (una cassa per persona) e poi degustazione vini ed acquisto. E, ovviamente, foto, selfie, assaggi di uva matura (quella di barbera davvero dolce), domande… bello.

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Una Fiorentina Dove Non Te l’Aspetti!

Accompagno un gruppo di amici da Giada Codecasa, da Ca’ Nova a Bogogno, ad assaggiare vini. Assaggiamo il suo spumante metodo classico, il suo rosato di nebbiolo, un ghemme docg 2011 e il suo San Quirico 2009. Piacevole degustazione.
Per pranzo abbiamo prenotato in una trattoria lì vicino, L’Orso Ghiotto di Agrate Conturbia. Menù semplice, quasi tutto fatto in casa e bene, con qualche spunto di originalità (direi soprattutto le carni). E lì, verso il fondo, uno dei monumenti della cucina tradizionale regionale toscana: la Fiorentina. La superbistecca da oltre un chilo. La mangiamo in tre, anzi, in due e un quarto (una signora del gruppo, Barbara, ne prende infatti tre fette). Tanta roba!

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Chi di Ironia Ferisce, di Errori Perisce

Sono forse uno Sputatore (no, ahimé), oppure un Teatrale (no, no davvero!), un Viniverista (no, neppure), un Selvaggio (anche se qualche volta ho un poco sbandato), no no neppure sono uno di Quellicheodianolais (anzi stima)… mentre mi addentro nella lettura di personaggi umani (17 ne ha descritti), ironia, sarcasmo e sfottò senza paura… ecco, mentre un po’ mi arrabbio per chi si permette di giudicare, di classificare una passione (ma chi è costui?). Ecco che nel capitolo Acetati spuntare un errore di quelli che divertono: “Gli Acetati sono una branchia staccatasi dai Viniveristi”. Ecco, una “branchia” e non correttamente “branca”. Un errore classico.

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Mezzomerico Acrostic Blues

A chi percorre la strada fra Suno e Mezzomerico per la prima volta. Dieci e più anni dopo che la percorsi io per la prima volta. Dovrebbe a loro il paese di Mezzomerico apparire più vivo e vivace rispetto a quello che apparve a me. Il paese era allora silenzioso e poco frequentato, in abbandono quasi. Ora è più vivo e vivace. Più belle le colline, i vigneti curati. I prati falciati e nuove aziende vitivinicole fanno capolino fra i campi. Ecco allora ricordi che una volta c’era solo lei. Tutti a chiedere cosa avesse spinto una coppia di benestanti milanesi a spostarsi lì e ad aprire un’azienda vitivinicola. Roccolo, il “Rocco di Mezzomerico” si chiamava e si chiama l’azienda che per prima fece rifiorire le

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Wine Rock

Radici del Sud è anche Radici.WineRock, una piattaforma digitale che permetterà di partecipare all’evento anche in modalità virtuale. Il 15esimo appuntamento con i vini e gli oli del Sud Italia, in programma dal 18 al 23 novembre 2020 al castello di Sannicandro di Bari (BA), si svilupperà infatti anche attraverso questo portale. Lì saranno ospitati webinar, degustazioni e meeting online con i viticoltori. La stessa piattaforma disporrà anche di un e-commerce, dove sarà possibile acquistare direttamente tutti i vini partecipanti alla manifestazione. Bello? Sì, ma meglio esserci di persona, direi.

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Sempre Bello

Sempre bello tornare alle Cantine Garrone di Oira di Crevoladossola (Vb): il luogo è ben tenuto, tradizionale ma moderno, il vino è buono, assai diverso dal vecchio vino ossolano aspro e magro di anni fa. Sì, asprezza ce ne è ancora un poco, ma è una caratteristica piacevole che chiama fomaggi e salumi e pane nero di segale…

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Bramaterra, Nuova Frontiera

L’Alto Piemonte è la nuova frontiera del vino piemontese: cambiamenti climatici, vecchie tradizioni abbandonate, basso costo del terreno, vini dotati di freschezza, bouquet ricchi, longevità… Noto assai il gattinara docg; poi di fama segue il ghemme docg; rinato il boca doc; stentano ancora il fara doc e il sizzano doc; lessona evanescente; e il bramaterra ancora semiconosciuto.
Però tutto si muove, tanti piccoli segnali in pochi giorni: il dj milanese che compra vigneti, il giovane che riscopre le vigne del nonno, la nuova azienda vinicola che presenta il suo bramaterra doc sul Lago Maggiore: La Psigula di Curino (Bi). Tessere di un mosaico che diventerà certo un’opera complessa, ricca e bella.

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Tre Vini in Autostrada

In un grill della Milano – Venezia ho comprato tre bottiglie di vino: care per il luogo, ma economiche per il vino dichiarato: una bottiglia di Amarone 2015 (15°) docg a 14,99, una bottiglia di barolo docg a 9,99 (14°) ed una di brunello di montalcino 2013 (14°) a 14,99. Prezzi bassi per il genere: l’ultima bottiglia di barolo docg che ho comprato, annata 2014, l’ho pagata 35 euro. Un amarone generico, in un supermercato (tranne alla Lidl dove l’ho visto a 14,99!), non costa meno di venti-venticinque euro.
Ma sono buoni? Per ora ho assaggiato il brunello e l’ho trovato discreto: un po’ troppo legno al naso, un po’ scomposto al gusto. Però non male. Gli altri li assaggerò.

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Vecchi a chi?

Jacopo mi chiede di accompagnarlo ad assaggiare dei vini e mi ritrovo ad ascoltare la storia di una cantina dormiente il cui patron oggi scomparso selezionava uve pugliesi di negroamaro, le vinificava con grande attenzione e conservava i vini in grandi vasche di cemento (tornato oggi di moda); realizzava blend o vendeva annate assai lontane agli appassionati che, in tanti, lo seguivano.