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Racchelli’s Goodbye

Public image / You got what you wanted / The public image belongs to me / It’s my entrance / My own creation / My grand finale

Ettore Racchelli è uscito di scena così come ha vissuto la politica: rapido, irruente, un po’ di prepotenza, velocità… forse un po’ troppo veloce per evitare di travolgere un pedone dopo un sorpasso, un piccolo scontro ed una sbandata: roba di secondi. Una vita. Lo hanno accusato di omicidio stradale e lo hanno condannato a più di quattro anni di carcere. Leggo di rito abbreviato, dunque la pena dovrebbe essere definitiva.

Mi è sembrata da una parte un uscita di scena in linea con un personaggio così talentuoso ed irruento (“di quel securo il fulmine / tenea dietro al baleno”, per dirla alla Manzoni); dall’altra un altro triste capitolo di un fine carriera politica che nasconde le qualità del personaggio pubblico Racchelli: un assessore determinato, capace di muovere grandi capitali, stimolatore di energie sopite… molto di quel che ha sognato ed ha fatto come assessore al turismo della Regione Piemonte è stato cancellato, qualcosa però è rimasto. Rimane soprattutto la consapevolezza dell’importanza del turismo e delle possibilità che la nostra regione ha; ci ha poi abituati “ad alzare l’asticella” e a porci delle sfide più alte di quelle che immaginavamo prima. Un buon allenamento…

Scrivo queste parole “vergine di servo encomio / e di codardo oltraggio”: per chiarire. Si tratta solo di una riflessione sull’amaro destino di molti di noi. E ringrazio qui i PIL ed Alessandro Manzoni per avermi aiutato a trovare le parole.

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Bacco & Bacalà

Domenica 22 settembre, dalle 16.30 alle 21.30 nel complesso monumentale di Villa Mascotto ad Ancignano, frazione di Sandrigo (Vicenza), c’è Bacco&Bacalà, il banco d’assaggio dedicato ai vini e alle birre abbinabili a piatti a base di stoccafisso. La manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Sandrigo è realizzata in collaborazione con Ais Veneto, i Ristoranti del Bacalà di Sandrigo e la Confraternita del Bacalà (stoccafisso ndr) alla Vicentina.
A partire dal pomeriggio, il pubblico potrà degustare vini rossi, bianchi e bollicine per un totale di 120 etichette presentate da una cinquantina di produttori per lo più italiani, con alcune rappresentanze estere. Ci sarà anche la presenza di una decina di birrifici artigianali. Tra le 17.00 e le 19.30 i partecipanti saranno coinvolti in una degustazione gourmet, durante la quale saranno serviti tre diversi assaggi in abbinamento ai calici: Bacalà mantecato con crostini, polenta fritta ripiena di Bacalà alla Vicentina e risotto al Bacalà. Informazioni su www.festadelbaccala.com 

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Vino e Letteratura a Mantova

Continua la secolare collaborazione fra letteratura e vino. Che è un po’ come dire: vino e vita. La letteratura racconta la vita (vissuta, immaginata, desiderata, odiata…); il vino aiuta (a viverla a sognarla, a desiderarla di più, a sopportarla…). Leggo dunque che la ventitreesima edizione del Festivaletteratura di Mantova avrà ancora come “bollicina ufficiale” lo Spumante Garda doc. Bollicine gradevoli che accoglieranno gli ospiti dal 4 all’8 settembre. Oltre trecento appuntamenti in programma. Si inizia mercoledì 4 settembre in Piazza Sordello e nella stessa piazza sarà allestito lo stand personalizzato dello spumante, punto di mescita per il pubblico. Il gazebo sarà aperto dall’aperitivo del pranzo all’aperitivo della cena. Le occasioni per brindare con le bollicine saranno molte: i momenti conviviali che avranno come protagonisti autori italiani e stranieri a Palazzo Castiglioni, le degustazioni riservate ai partecipanti degli incontri Contro il virus della noia, previsto nel pomeriggio di sabato 7 settembre al Teatro Bibiena, e Le parole per dirlo, in programma la mattina dell’8 in Piazza Castello. Per maggiori informazioni sull’evento visitare il sito www.festivaletteratura.it

Quasi quasi ci vado: un po’ per la letteratura, un po’ per la città e certo un po’ anche per il vino.

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Ritorniamo in Trattoria

La libertà è il valore più alto nella vita di un uomo. Libertà anche a tavola. Una tavola che è soprattutto tradizione e rapporto più equanime fra cliente e ristoratore: sì ai piatti della tradizione, alla tavola conosciuta, rivista con garbo ed intelligenza; sì alle trattorie dunque e no ai ristoranti stellati.

Questo in sintesi il pensiero di Arrigo Cipriani, famosissimo imprenditore veneto, che viene espresso in un bel libretto che ho comprato volentieri dopo una presentazione pubblica: “Tutti gli chef sono in Tv e noi andiamo in trattoria”. Bello.

Il libro è diviso in tre parti: nella prima si fa la storia della cucina italiana dal secondo dopoguerra, un po’ utilizzando i ricordi ma anche una dettagliata e curiosa ricerca storica, da modernariato ci verrebbe da dire; nella seconda si delineano le figure degli chef (e non chef) televisivi italiani e statunitensi, in maniera garbata ma senza sudditanza; nella terza si presentano alcune vere trattorie venete selezionate da Cipriani stesso.

L’ottantenne imprenditore (decine di ristoranti e locali nel mondo, a partire dal veneziano Harry’s Bar”) detta infatti le regole affinché un locale si possa definire “trattoria”, chiedendo ai lettori di segnalarne per una futura pubblicazione.

Quali sono le regole? Quindici punti: non essere nella guida dei copertoni; luci giuste niente musica; buona acustica; niente odori di cucina; stoviglie normali, piatti bianchi e rotondi; bicchieri normali; tovaglie e tovaglioli di tessuto; accoglienza personale spontanea e sincera; meglio se familiare; niente menù degustazione; libertà di scelta (anche un solo piatto dalla carta); piatti semplici di qualità della cucina tradizionale e locale con rispetto del gusto italiano; niente descrizione enfatica degli ingredienti; meglio dolci fatti in casa; buona carta dei vini con possibilità di bere il vino della casa.

Ecco, i punti li avete: mettetevi alla caccia delle vere trattorie. Poi ci passate le informazioni.

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Solo due pizzerie piemontesi

Ci sono solo due pizzerie piemontesi nella classifica delle 50 Top Pizza 2019, importante classifica delle migliori pizzerie italiane. Al 19mo posto c’è Patrick RicciTerra, Grani, Esplorazioni, San Mauro Torinese (TO), che non conosco. E poi c’è l’Osteria Pizzeria Per Bacco, La Morra (CN), al 44mo posto. In quest’ultima ci sono andato a mangiare e l’ho apprezzata: locale panoramico sulle Langhe, pizza stile napoletano, ottima cura per gli ingredienti, varietà e gusto… e una carta dei vini monumentale, con circa sedici referenze solo per il barolo docg (“ma la pizza con il barolo?”, “succede spesso che arrivino degli stranieri che ordinano una grande bottiglia e delle pizze per accompagnare”). Il locale in alcuni angoli sembra infatti più un’enoteca che una pizzeria. Il proprietario è campano, la moglie piemontese, il pizzaiolo nordafricano e la cameriera che mi ha servito dell’est. Un inno alla modernità.

Io preferisco però la pizzeria Vola Bontà per Tutti di Castino: Langa alta, zona di noccioleti e non di vini. Se passate di là, provatela. Ma provate anche la Pizzeria Per Bacco, soprattutto se amate i grandi vini di Langa.

Intanto una riflessione, leggiamo: “Ad essere rappresentate in classifica sono ben 14 regioni da Nord a Sud dello Stivale, per un quadro complessivo che sottolinea la crescita qualitativa media nell’intero Paese. Naturale il dominio della Campania nella top 50, con ben 18 insegne presenti. Oltre a Napoli, madrepatria della pizza, la provincia di Caserta si conferma l’eldorado del disco di pasta più amato dagli italiani. Lusinghiera la performance del Lazio (con 7 pizzerie) e della Lombardia (6), con Roma e Milano a farla da padrone. Seguono il Veneto (4), ormai altra scuola conclamata, l’Emilia Romagna (3), il Piemonte, la Toscana e la Sicilia (tutte a quota 2). Con un locale infine Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna”. Il “naturale” dominio della Campania sembra essere frutto di tradizione, cura degli ingredienti, attenzione alle cotture e alle lievitazioni… Non di misticismo (“l’acqua… l’aria…ogni meridionale sa fare la pizza”). La pizzeria sotto casa vostra ha queste caratteristiche? O si limita a fare del misticismo?

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Ostriche e vini di palude

Anfore e altre testimonianze archeologiche

Mentre visiti un museo con i resti di un’antica villa romana, la guida ti sorprende parlandoti di “vini di palude” che lì sarebbero stati prodotti. Vini aspri, corposi che “venivano tagliati con acqua di mare”. Bleah?! Che gusto avranno avuto? Non so davvero. Però di certo li abbinavano alle ostriche che, già allora, apprezzavano ed allevavano per il consumo. Ostriche e vino di palude: che abbinamento!

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UNIONE NAZIONALE PRO LOCO: ASSEGNATO IL MARCHIO “SAGRA DI QUALITÀ” A 21 ECCELLENZE ITALIANE

(Roma, 22 luglio 2019) Sono ventuno le eccellenze italiane certificate dal marchio “Sagra di qualità” 2018. Per la prima volta nella storia l’Unione Nazionale delle Pro Loco (Unpli) attribuisce un riconoscimento che qualifica, identifica e valorizza gli eventi organizzati dalle proprie associazioni; manifestazioni che, fra i requisiti imprescindibili, devono promuovere prodotti tipici storicamente legati al territorio.

La consegna dei riconoscimenti si è tenuta stamane, su iniziativa del senatore Antonio De Poli, nella sala “Koch” di Palazzo Madama, al Senato, a Roma.

L’incontro è stato chiuso dall’apprezzato intervento del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati che ha sottolineato l’importanza dell’operato delle Pro Loco a vantaggio dei singoli territori.

La cerimonia è stata aperta dalla relazione del presidente dell’Unpli, Antonino La Spina. “Il marchio “Sagra di qualità” – ha detto – è un cambio di passo per dare una connotazione ben definita agli eventi delle Pro Loco, distinguendoli dal proliferare di manifestazioni che, invece, sono prive di legame con i territori. Il disciplinare, inoltre, promuove i prodotti tipici da cui scaturisce la valorizzazione territoriale”.

Manifestazioni che spesso incontrano non poche difficoltà economiche per adempiere alle norme sulla sicurezza introdotte negli ultimi anni.

Sul tema è intervenuto il senatore De Poli che ha annunciato” la presentazione di disegno di legge a tutela delle manifestazioni temporanee. Serve un riconoscimento delle Pro loco a livello nazionale – ha affermato De Poli – e un forte snellimento delle procedure burocratiche per realizzare le manifestazioni temporanee”.

“Il mio obiettivo – ha proseguito De Poli- è salvaguardare l’operato delle migliaia di volontari – 600mila volontari in tutta Italia – e, allo stesso tempo, valorizzare il lavoro dei nostri amministratori locali, pur mantenendo gli standard di sicurezza si devono trovare le modalità per tutelare le manifestazioni”.

“Ecco perché oggi Palazzo Madama ha deciso di aprire le porte alle Pro Loco, a voi che siete custodi dei nostri territori, dei nostri prodotti tipici, del patrimonio artistico, ambientale e culturale della nostra bellissima Italia”, ha concluso De Poli rivolgendosi alla platea di oltre 200 persone tra amministratori locali e rappresentanti delle Pro Loco di tutta Italia.

Tornando alle certificazioni attribuite, Sebastiano Sechi responsabile del dipartimento “Sagra di qualità” dell’Unpli ha sottolineato che “a fronte delle oltre cinquantasette istanze pervenute nel 2018, sono solo ventuno gli eventi accreditati al termine dell’analisi documentale e della verifica sul campo compiuta dagli ispettori dell’Unpli. A giudicare dall’interesse manifestato dalle Pro Loco, nel 2019 – ha concluso Sechi – riceveremo un numero ancora di più alto di istanze”.

All’incontro sono intervenuti Gilbero Arru (giornalista enogastronomico) e Pietro Roberto Montone(presidente vicario Federazione Italiana Cuochi).

Alla cerimonia hanno preso parte sindaci e amministratori locali dei territori interessati, i presidenti di vari comitati regionali Unpli ed i responsabili delle Pro Loco organizzatrici degli eventi che hanno ottenuto la certificazione.

Di seguito l’elenco degli eventi premiati. L’elenco delle iniziative si estende per l’intera penisola, isole comprese: “Sagra della Porchetta e dei Fagioli con le Cotiche”, Monte Santa Maria Tiberina (Perugia); “Sagra di S. Gaetano”, Ponti sul Mincio (Mantova); “Sagra della Fojata e della Attorta”, Sellano (Perugia); “Festa del tortello alla lastra”, Chiusi della Verna loc. Corezzo (Arezzo); “Sagra del Ciammarrucchiello”, Buonalbergo (Benevento); “Sagra dei Bigoli e dei prodotti del Parco del Monte Cucco”, Costacciaro (Perugia); “Sagra dell’agnello a bujone”, Valentano (Viterbo); “Sagra del fagiolo”, Sarconi (Potenza); “Festa della chisola”, Borgonovo Val Tidone (Piacenza); “Sagra della porchetta”, Monte S. Savino (Arezzo); “Festa del grano”, Raddusa (Catania); “Festa della nocciola”, Baiano (Avellino); “Sagra dei fichi”, Miglionico (Matera); “Festival Aglianico Tumact me tulez”, Barile (Potenza); “Mostra Mercato Marroni del Monfenera”, Pederobba (Treviso); “Sagra della lumaca” Gesico (Cagliari); “Sagra della Varola”, Melfi (Potenza); “Sagra della Ciuiga”, San Lorenzo Dorsino (Trento); “Sagra delle olive”, Gonnosfanadiga (Sud Sardegna); “Festa delle castagne e del miele di castagno”, Valle di Soffumbergo (Udine); “Sagra del Baccalà”, Sant’Omero (Teramo).

Questi, invece, i componenti della commissione di valutazione “Sagra di qualità”:Sandro Di Addezio (Abruzzo), Mario Borroni (Marche), Rino Furlan (Veneto), Luca Parrini (Toscana), Valter Pezzarini (Friuli-Venezia Giulia), Antonino La Spina (Sicilia), Renato Bruno (Puglia), Sebastiano Sechi (Sardegna), Luisella Braghero (Piemonte), Max Falerni (Emilia Romagna), Paolo Savatteri (Sicilia), Antonella Ferro (Veneto), Monica Viola (Trentino), Luca Concini (Trentino), Mauro Giannarelli (Toscana), Santino Fortunati (Umbria), Pino Maiuli (Calabria), Daniele Bracuto (Basilicata), Varinia Andreoli (Lombardia), Saverio Palato (Sicilia).

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Novità al Mottarone

Sabato 13 luglio è stato inaugurato il Parco Avventura e l’annesso Bar Stazione Mottarone in località Alpino di Gignese, sulla strada Borromea che porta in vetta. Le attività si inseriscono in un quadro ben più ampio di offerta turistica e per il tempo libero già esistente e di proprietà di Terre Borromee. La sorpresa è tanta, raggiungendo il punto di ristoro alla vecchia fermata del tram, che fino alla metà del secolo scorso collegava con linea ferrata Stresa al Mottarone: ci si aspetterebbe infatti di trovare il tipico luogo rustico, si scopre invece un ambiente moderno, sì in legno ma di stile minimalista, che bene però si inserisce nel contesto circostante. Grandi vetrate laterali, dove godere di una vista a 360 gradi, anche sul parco avventura che c’e di fronte e che promette grandi emozioni per i più sportivi. Al contempo il Bar, propone prodotti locali, oltre che bio e molti altri, facenti parte del Presidio slow food. Si va dal caffè qualità Etigua, alle tisane di produzione della Valle Cannobina, fino ad arrivare ai vini provenienti dai Vigneti Cantalupo di Ghemme.

Il punto di ristoro, garantisce anche una cucina in tema con la sua filosofia e legata a prodotti tipici, di cui Francesco Luoni,lo chef, ne è il garante. Per chi arriva dalla città, questa rappresenta sicuramente una meta ghiotta, sia per le attività sportive correlate e sia per gli amanti del cibo tipico e genuino.

Mirco Pastini

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Brutta e non facile

Foto presa dal sito della Trattoria Doranea di Torinohttp://trattoriaportadoranea.blogspot.com/p/foto.html

La salsa tonnata è così: brutta e particolare; poco emulsionata e tendente all’agro. Non sempre piace ed infatti viene spesso sostituita con una maionese col tonno o con una salsa tartara. Nel Vitello Tonnato, tipico piatto piemontese, la salsa tradizionale è fatta con acciughe, capperi, uova sode, olio d’oliva, tonno e poco d’altro. Il risultato è una salsa marroncina, grumosa, che non si presenta bene. Almeno secondo i canoni estetici moderni, che la preferirebbero di bel colore ed emulsionata. Come una maionese, appunto. Ne ho avuto riprova l’altra sera quando lo chef Roberto Donderi, commentando la preparazione del suo omonimo chef Abbondio mi ha detto: “speriamo che la capiscano assaggiandola: si presenta male”. Ed in effetti, al mio tavolo, ho dovuto spiegare che cosa fosse. Dopo le spiegazioni -ma guarda un po’!- è piaciuta a tutti. Quando prima la osservavano con sospetto.

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Maigret e l’haute cuisine

“Senza dubbio i cibi erano sceltissimi, ma all’ex commissario non piacevano quei piccoli piatti complicati, con le salse invariabilmente costellate di fettine di tartufi o di code di gamberi. Il maggiordomo si chinava per riempire uno dei bicchieri in fila davanti a lui”. (La collera di Maigret Georges Simenon 1959)

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Brindisi Rosa

Il primo giorno d’estate, venerdì 21 giugno, le acque del lago di Garda e la Valpolicella si tingeranno idealmente di rosa. È questa infatti la data di #oggirosa, la manifestazione promossa dal Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino per celebrare l’arrivo della bella stagione con il Chiaretto di Bardolino, il vino rosa della sponda veronese del lago di Garda. L’iniziativa prevede una serie di aperitivi, cene e degustazioni e coinvolgerà cantine, enoteche, wine bar e ristoranti del territorio gardesano e della Valpolicella.
A Torri del Benaco, sul Molo De Paoli, ci sarà l’aperitivo in rosa con AIDO, accompagnato dalla musica della Old Pepper Jess Band. Per l’occasione, grazie al Comune di Torri, all’imbrunire il Castello Scaligero verrà illuminato di rosa.
A Bardolino l’Hollywood Dance Club, tra i più celebri locali del lago di Garda, aprirà sulle note dei Friday Sinatra. A bordo piscina, durante l’happy hour, si festeggerà con il Bardolino Chiaretto Heaven Scent di Vigneti Villabella. L’azienda agricola Bigagnoli, invece, brinderà a #oggirosa sia a Calmasino di Bardolino, con un aperitivo in cantina, che a Garda, all’OsteriaA22.
Al ristorante Oseleta di Cavaion Veronese, una stella Michelin, lo chef Giuseppe D’Aquino abbinerà le sue creazioni al Chiaretto di Bardolino di Villa Cordevigo e Vigneti Villabella in una cena esclusiva, realizzata per l’occasione, a partire dalle ore 20.
Tenuta La Presa, invece, offrirà un aperitivo di Bardolino Chiaretto nei ristoranti El Brol a Costermano sul Garda, Bonaparte a Rivoli Veronese e Miralago a Pastrengo.
In Valpolicella, a Pedemonte, al Wine Shop di Tommasi Family Estates, verrà offerto un calice di Bardolino Chiaretto Granara e sarà possibile acquistare i tre vini rosa prodotti sul lago di Garda, in Oltrepò Pavese e in Puglia ad un prezzo scontato. Sempre a Pedemonte, anche l’azienda Santa Sofia applicherà degli sconti sull’acquisto di Chiaretto di Bardolino.
Giunta alla sua seconda edizione, la campagna #oggirosa è nata per volontà dei sei Consorzi (Chiaretto di Bardolino, Chiaretto Valtènesi, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte, Salice Salentino, Cirò e Melissa) che hanno aderito a RosAutoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano. La manifestazione infatti è la risposta nazionale all’International Rosè Day, in programma il 28 giugno in Provenza e dedicato esclusivamente ai rosé provenzali. Non solo a Bardolino e in Valpolicella dunque, ma anche negli altri territori della penisola si festeggerà l’estate con una serie di eventi e iniziative dedicate ai vini rosa.

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Veronesi “Verdi”

I vini veronesi a denominazione di origine controllata e il Vinho Verde portoghese uniscono le forze per una promozione comune in Germania, Danimarca e Francia nell’ambito di un ampio progetto triennale da 2,3 milioni di euro cofinanziato dall’Unione Europea, non aderisce invece all’iniziativa il Consorzio dei vini della Valpolicella.
“Il tratto distintivo che accomuna i vini veronesi e quelli portoghesi – spiega Franco Cristoforetti, presidente Avive – è la loro capacità di unire nuove idee con una grande tradizione. Le nostre due denominazioni appartengono tutte ad aree storiche della viticoltura e nel contempo si caratterizzano per una modernità di approccio che si fonda sulla freschezza gustativa e sull’estrema abbinabilità con le cucine sia dei Paesi di origine sia delle aree di prevalente esportazione. Tra queste, la Germania è indubbiamente la principale destinazione sia per i vini veronesi che per il Vinho Verde, mentre la Danimarca rappresenta il ponte verso tutta la Scandinavia. Quanto alla Francia, è evidente che si tratta di un mercato vinicolo sotto i riflettori internazionali, nel quale vogliamo essere protagonisti”.


I vini veronesi saranno tre bianchi: Custoza, Lugana e Soave; un vino rosa, il Chiaretto di Bardolino; due rossi, l’Arcole e il Bardolino; e due spumanti, il Garda Spumante e il Lessini Durello. Vini “che poggiano la loro essenza su importanti vitigni autoctoni come lo sono la Corvina e la Rondinella tra le uve rosse e la Garganega, la Turbiana e la Durella tra le bianche; mentre nel nord del Portogallo, terra della denominazione del Vinho Verde, prevalgono altre varietà locali come Alvarinho, Trajadura, Loureiro e Arinto”.

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Concluso a Sannicandro di Bari l’evento dedicato ai vini del Sud Italia con la consegna dei premi ai tre vincitori assoluti. Durante il convegno sottolineate le potenzialità degli autoctoni

Il futuro dei vini del Sud Italia è nei vitigni autoctoni. Questo è quanto è emerso dal convegno Scenari mondiali del mercato del vino e il ruolo del Sud italia che ha concluso la quattordicesima edizione di Radici del Sud, il multievento dedicato ai vini e agli oli del Meridione al Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari.
Sono stati premiati i 75 vincitori del Concorso Internazionale di Radici del Sud, oltre alle tre cantine vincitrici assolute, che si sono aggiudicate un servizio di tappatura ArdeaSeal e uno di etichettatura IPPU. Sul gradino più alto del podio è salita la cantina Borgo Turrito con il suo aleatico Terra Cretosa 2018, che ha vinto 20 mila etichette e altrettante controetichette offerte da IPPU e 10 mila tappi messi in palio da ArdeaSeal. Al secondo posto è stata premiata Cantine Delite con il taurasi Pentamore 2012, mentre la medaglia di bronzo è andata a Ferrocinto con il greco Pollino Bianco 2018. A chiudere la settimana di Radici del Sud è stato, per tutta la giornata, il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, banco degustazione aperto al pubblico con 125 aziende d’eccellenza del mondo enologico e oleario del Mezzogiorno, che ha registrato un numeroso afflusso di pubblico.
Appuntamento a fine luglio con la seconda edizione di 100 bianchi del Sud tra terra e mare che rientra nella rassegna itinerante Aspettando Radici del Sud 2020 e dal 9 al 15 giugno 2020 per la 15^ edizione di Radici del Sud.

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